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Romaine Brooks la «Cinerina» di D'Annunzio. Itinerari d'amore e d'arte fra Parigi, Venezia e Capri Sandomenico Ciro - Liguori, 2013 - Biografie
Nel 1909, recandosi in visita alla sua villa La Capponcina presso Firenze, Romaine Brooks conobbe Gabriele D'Annunzio. Il poeta era all'apice della fama, oltre che per i meriti letterari, anche per le eroiche imprese militari, per la travolgente oratoria dispiegata nella propaganda bellica, così come nei corteggiamenti amorosi che gli valsero la nomea d'irresistibile conquistatore, e per lo sfarzo decadente della sua turbinosa e "inimitabile" vita. Il rapporto si rinsaldò nel marzo del 1910 quando D'Annunzio, per sottrarsi ai creditori, riparò "in esilio" a Parigi, dove Romaine allora viveva. A lui fu dedicato il catalogo della prima mostra della Brooks alle Galeries Durand-Ruel, nel maggio del 1910. Divenuta sua confidente e protettrice, Romaine gli procurò un "rifugio" nella villa Saint-Dominique ad Arcachon. A quel periodo risale il breve interludio amoroso tra Romaine e il poeta, bruscamente interrotto dalla violenta intromissione dell'amante di D'Annunzio, la possessiva Madame de Goloubeff, detta "Donatella".
L'arciere e la pittrice. Gabriele D'Annunzio e Romaine Brooks Castagnola Raffaella - Carabba, 2017 - La Biblioteca Del Particolare
Giovane, ricchissima ed eccentrica, l'americana Romaine Brooks incontra Gabriele D'Annunzio alla Capponcina, quando lo scrittore viveva da principe del Rinascimento sulle colline fiorentine mentre la giovane pittrice si dedicava ad approfondimenti nel mondo dell'arte antica e moderna. Si rivedranno a Parigi, a partire dal 1910, intensificando i rapporti e la corrispondenza. Nasceranno - da un rapporto anche amoroso, breve e burrascoso - progetti culturali comuni, in particolare intorno al tema del Martirio di San Sebastiano, che riunisce artisti dell'avanguardia culturale. Romaine Brooks eseguirà anche ritratti del poeta, che diventeranno poi celebri rappresentazioni dell'uomo in esilio e dello scrittore soldato. Ma, oltre questi progetti puntuali, realizzati con la partecipazione di altri celebri rappresentanti della cultura europea, il carteggio svela altri aspetti di un'esistenza sempre inquieta, alla ricerca della perfezione artistica, che contraddistingue questi due spiriti liberi, destinati ad osservarsi da lontano.