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L'Ultimo dono. Diari 1984-1989 Márai Sándor D'alessandro M. (Cur.) - Adelphi, 2009 - Biblioteca Adelphi
Nel 1984 Márai ha ottantaquattro anni, e vive negli Stati Uniti da più di trenta. Fra il gennaio del 1984 e il febbraio del 1989 scompaiono i due fratelli e la sorella, e anche il figlio adottivo, appena quarantaseienne. Ma soprattutto muore Lola, la donna che è stata la sua compagna per sessantadue anni: Márai, che ha coltivato il sogno impossibile di morire insieme a lei, è costretto a vederla spegnersi lentamente e, dopo averne disperso le ceneri nell'Oceano, a proseguire un'esistenza che ormai non ha più senso. "Scrivevo per lei, ogni singola riga. Non ho più per chi scrivere" annota; il pensiero della "letteratura", dirà più volte, gli provoca ormai solo nausea e disgusto. Eppure - e fin quasi alla vigilia della morte - il vecchio "scrittore ungherese" continua, in questo monologo ininterrotto che è il suo diario, a registrare annotazioni di ogni genere: aforismi perfetti; lucide riflessioni sulla letteratura, sul mondo contemporaneo, sul tema dell'esilio e sulla condizione di esule - e naturalmente sulla prossimità della morte. Sándor Márai scrive l'ultima frase il 15 gennaio del 1989: "Aspetto la chiamata alle armi. Non la sollecito, ma neppure la rinvio. È arrivato il momento". Esattamente un anno prima si era comprato una rivoltella ed era andato più volte in un poligono di tiro per imparare a usarla. Il 21 febbraio, tredici mesi dopo la morte di Lola, si uccide.
Budapest. I Luoghi di Sándor Márai Reszler André - Unicopli, 2008 - Le Città Letterarie
Con questo libro dedicato alla Budapest di Sándor Márai lo storico ungherese André Reszler, da molti decenni residente in Svizzera, traccia un profilo della capitale magiara nel quale, nella individuazione dei luoghi cari al grande scrittore, si sovrappone lo sguardo di chi, leggendone le pagine anche autobiografiche, sa ricostruire, pure attraverso le vicende della città, le tendenze politiche e culturali di tutta un'epoca. Un'epoca nella quale alcuni territori della Mitteleuropa, come l'Ungheria, sono passati dalla dominazione turca a quella asburgica e poi dalla dittatura dell'ammiraglio Horthy a quella comunista, controllata dal potere sovietico. Città pittoresca e sontuosa, Budapest è stata l'"altra" capitale dell'Impero austro-ungarico, collocata tra Oriente e Occidente, e, rispetto a Vienna, diversamente partecipe del clima della finis Austriae per la presenza e l'opera di grandi pensatori, storici dell'arte, quali György Lukács, Karl Mannheim, Arnold Hauser, Frederich Antal, Charles de Tolnay.