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Bibliografia di Sa: tutti i libri in vendita online con argomento Betti Emilio

Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Emilio Betti e «quel senso di autoresponsabilità che i romani mostrano così vivo» libro
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LIBRO   9788815387899

Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Emilio Betti e «quel senso di autoresponsabilità che i romani mostrano così vivo» Santucci Gianni   -  Il Mulino, 2025  -  Atlante Della Cultura Giuridica Europea

Nella società contemporanea tende a essere percepito come non più tollerabile il fatto che un danno, qualunque ne sia la forma e l'origine, rimanga a carico dello stesso danneggiato e non debba invece trovare altrove una sua riparazione o mitigazione; e ciò anche, e forse soprattutto, quando esso sia stato causato da un comportamento colpevole dello stesso danneggiato. Questo fenomeno di deresponsabilizzazione ha evidenti ricadute sul piano giuridico. Nell'ambito privatistico, a suo tempo il diritto romano diede una risposta, fissando un rigoroso principio di autoresponsabilità che guidò i giuristi romani nel governo della loro casistica e che nella scienza giuridica del secolo scorso, attraverso l'impegno di Emilio Betti, ha trovato nuova linfa e diffusione. Oggi, in un tempo in cui ci si viene convincendo che la 'stagione dei diritti', ancora imperante, debba trovare un punto di equilibrio con una rinnovata presenza di una 'stagione dei doveri', l'esperienza giuridica romana e la sua storiografia di corredo offrono alla contemporaneità un modello su cui riflettere e da cui attingere.

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La missione del giurista. L'itinerario parallelo di Emilio Betti e Aurelio Candian libro
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LIBRO   9788892145818

La missione del giurista. L'itinerario parallelo di Emilio Betti e Aurelio Candian Birocchi Italo  Mura Eloisa   -  Giappichelli, 2023

Il libro si snoda attorno all'opera di Emilio Betti e Aurelio Candian, compagni di studi a Parma agli inizi del Novecento e poi per sessanta anni in rapporti di amicizia e collaborazione. Distanti per le idee politiche (apertamente fascista, "processato" dai partigiani e poi sottoposto al procedimento di epurazione, il primo; di spirito azionista, avverso al regime, rinchiuso in carcere dalle SS e poi costretto alla clandestinità durante la Resistenza, l'altro), i due giuristi avevano però molti tratti in comune: discendenti dallo stesso maestro, il grande romanista-civilista Gino Segrè (cui si aggiunse, per Candian, la guida di Angelo Sraffa), condividevano la visione storicista, il rigore morale e la convinzione dell'importanza della missione del giurista, ritenuta vitale ai fini del governo della società di massa grazie al possesso di quella salda dogmatica che sola poteva rendere elastica e moderna la legislazione. Dotati di robusta personalità, attivissimi sulla cattedra e nel foro, protagonisti di tante discussioni (anche polemiche) con la parte più viva della giurisprudenza europea, Betti e Candian erano intellettuali a tutto tondo. Dall'angolo di osservazione della loro opera può scorgersi l'azione di un'intera generazione di giuristi - quella successiva a Scialoja, nel trentennio compreso tra il tramonto dell'età giolittiana e l'avvio della ricostruzione - e i problemi che essa affrontò: la crisi irreversibile del modello ordinamentale ottocentesco, il nodo del rapporto tra diritto e politica, il problema delle fonti e dell'interpretazione, il ruolo del giurista, la concezione della Costituzione.

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