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Un virtuose des ruines. Chateaubriand au pays des antiquites et de l'archeologie Gregori Elisa - Cleup, 2010 - Glottol., Ling., Lingue E Lett. Stran.
Un virtuose des ruines. Chateaubriand au pays des antiquites et de l'archeologie - CLEUP
Chateaubriand Sainte-Beuve Charles A. - Aragno, 2015
Era il pomeriggio del 18 febbraio 1834 quando, nel salotto di Juliette Récamier, Lenormant cominciò a rendere 'pubblico' l'ancora inedito "Mémoires de ma vie". L'autore le vagheggiava da almeno trent'anni. Per assistere alla letture e cominciare a far conoscere la nuova opera di Chateaubriand, un vero e proprio resumé di una vita, di cui da tempo si parlava, madame Récamier aveva accolto in salotto, oculatamente selezionati, i più promettenti giovani letterati e i redattori di importanti giornali. Attorno al 'lettore di turno' si trovarono così Charles-Augustin de Sainte-Beuve, allora trentenne, Edgar Quinet, Alfred Nettement, Léonce de Lavergne... La 'promozione' del libro che ancora non c'era, abilmente orchestrata, fu accolta con interessato favore. I Mémoires di Chateaubriand, a parte la sua interpretazione di fatti pubblici e privati, ripercorrevano, dal suo punto di vista con ovviamente impuntature caratteriali, uno dei periodi più controversi e discussi della storia di Francia. L'agognante pubblica curiosità sarebbe stata soddisfatta. Le memorie erano un mélange tra lo Chateaubriand privato, volto a esaltare i propri sentimenti con lirismo romantico, e lo Chateaubriand pubblico, evocante un'epoca con il piglio del memorialista. Prefazione di Giuseppe Marcenaro.
Memorie d'oltretomba Chateaubriand François-René De Rosi I. (Cur.) Vasarri F. (Cur.) - Einaudi, 2015 - I Millenni
"Memorie d'oltretomba" racconta una vita, quella dell'autore, che coincide con una parte decisiva della storia della Francia, la fine dell'ancien regime, passando attraverso la rivoluzione e la parabola di Napoleone. Nelle pagine di Chateaubriand la storia diventa memoria, i ritratti dei grandi nomi sono filtrati dallo sguardo dell'autore: i protagonisti dell'odiata rivoluzione, che aveva mandato sulla ghigliottina il suo mondo, sono tutti, da Danton a Robespierre passando per Mirabeau e Marat, belve mostruose, a volte dotate di zampe unghiute e spesso assetate di sangue; Napoleone, detestato e ammirato allo stesso tempo, dà vita a pagine di straordinaria eloquenza e leggibilità. La pietà di Chateaubriand per il corpo morente di Bonaparte è un esempio di quella che l'autore dimostra per i vinti, dopo averli spesso odiati come vincitori. L'opera di Chateaubriand ha influenzato non solo il romanticismo francese, di cui è unanimemente considerato il caposcuola, ma l'intera letteratura francese, da Marcel Proust a Jean-Paul Sartre fino a Louis-Ferdinand Celine, che in fuga a Baden-Baden prima dell'esilio in Danimarca chiese a Karl Epting se fosse possibile fargli recapitare proprio le Memorie d'oltretomba. Introduzione di Cesare Garboli.