Libri di Sereni
Bibliografia di Sereni: tutti i libri in vendita online con argomento Sereni Emilio
Diario (1946-1952) Sereni Emilio Vecchio G. (Cur.) - Carocci, 2015 - Studi Storici Carocci
Emilio Sereni (1907-1977) è stato forse l'ultimo intellettuale enciclopedico del Novecento italiano, autore della fortunata "Storia del paesaggio agrario italiano". Fu militante antifascista, carcerato politico, resistente, ministro, senatore e deputato, dirigente del PCI negli anni della Resistenza e della Guerra fredda e personalità conosciuta nel movimento comunista internazionale. Queste pagine di diario sono del tutto originali nella pur ricca memorialistica del Novecento. Sereni racconta alcune delle vicende politiche di cui è protagonista, ma soprattutto riflette su se stesso. Attraverso uno sforzo continuo di introspezione - con toni spesso ironici egli indaga la propria personalità, il proprio rapporto con il partito e con i suoi leader (a cominciare da Togliatti), il proprio modo di lavorare, ma anche le sue complesse relazioni con le donne, in una sorta di esaltazione dell'"eterno femminino" di goethiana memoria.
Cultura nazionale e cultura popolare. Scritti e discorsi Sereni Emilio Camparini A. (Cur.) - Aracne, 2013 - Cronogrammi
Con questo volume antologico la curatrice non si è limitata all'obiettivo di esporre i primi risultati delle sue ricerche riguardanti l'opera di Emilio Sereni (1907-1977), ma ha inteso far parlare soprattutto l'autore tramite la scelta di suoi scritti e discorsi, utili a illustrare i capisaldi del pensiero e l'opera militante di un grande analista sociale e teorico del socialismo e del comunismo per il quale la questione nazionale italiana era in primo luogo "questione meridionale" e "questione femminile". Sostenendo la tesi del legame inscindibile, per la realizzazione della "rivoluzione democratico-socialista" in Italia, in una prospettiva altresì pacifista e internazionalista, di teoria e prassi, Sereni attribuiva un ruolo fondamentale, insieme al marxismo e al marxismo-leninismo, anche alla cultura nazionale impregnata della "cultura popolare", aggiungendo il richiamo unitario a tutte le componenti sociali e politiche progressiste perché contribuissero alla "democrazia progressiva" e al socialismo.