Libri di Alessandro Serpe
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- 9788815397034 La teoria del diritto di Hans Kelsen. Una introduzione critica
Il pensiero filosofico e giuridico danese. Tra comunità, democrazia e diritto Serpe Alessandro - Giappichelli, 2020
Il lavoro è dedicato alla cultura filosofico e giuridica danese con particolare attenzione ai modi con i quali si lasciano ritrovare in essa composti tra di loro comunità, democrazia, diritto. Il lavoro si dipana in due parti che s'intrecciano interagendo tra loro. Nella prima sono studiati autori e voci operose, tra gli anni Trenta e Sessanta dell'Ottocento danese: Ørsted padre del realismo giuridico danese; Grundtvig teologo sensibile al romanticismo tedesco e al liberalismo inglese; Kierkegaard l'impolitico, ferocemente critico d'ogni assieme fatto di massa, folla, pubblico. Comunità per essi sia che la riconoscano, promuovano o disprezzino è il concreto vivere assieme secondo valori che una lunga tradizione entro il luteranesimo ora popolare ora d'élite, vi avevano insediato. A tener congiunti questi tre autori con i giuristi e filosofi del diritto studiati nella seconda parte del lavoro è la permanenza e ricorrenza di comunità nel suo diverso star nel gioco di democrazia e diritto: per Ross, poi Jørgensen, Lauridsen e Doublet, la custodia e l'amministrazione del normativo non può non aver luogo che nei modi propri di una comunità - rispettivamente, la comunità di giudici, la comunità degli interpreti, la comunità dei legal professionals, la comunità giuridica comunicativa - comunità, ognuna per parte sua, legata a un 'che': kulturtradition, tradizione giuridica, valori condivisi e simili, di tanto residuo di strutture sociali comunitarie, di quanto luogo e matrice della valorazione/validazione del sistema sociale e giuridico.
Il filosofo del dubbio. Norberto Bobbio. Lineamenti della sua filosofia del diritto nella cultura giuridica italiana Serpe Alessandro - Aracne, 2012 - Limina
"Il mio Positivismo era nato da un bisogno di realismo, cioè di cercare di vedere come stanno veramente le cose [...], realismo, ma con juicio" (da una lettera di N. Bobbio a G. Fassò, 20 luglio 1969). "Eterno dubitante amava definirsi Bobbio - definizione ripresa nel titolo del libro di Serpe - e indicava nel dubbio la via del dialogo, convinto che il compito degli uomini di cultura è quello di seminare dubbi, non già di raccogliere certezze [...] unica certezza nel suo eterno dubitare il valore della democrazia, intesa come sistema di regole di procedura che permettono decisioni frutto di un libero dibattito e un costante controllo sul potere per assicurare in ogni momento il rispetto dei diritti umani" (dalla introduzione di C. Faralli alla versione spagnola del volume). "Con la mappa fornita da Alessandro Serpe si può ora affrontare la navigazione nell'arcipelago degli scritti giusfilosofici di Bobbio: arcipelago nel quale ognuno troverà alimento per le sue ricerche e nel quale più d'un lettore potrà trovare la sua Isola del Tesoro." (dalla prefazione di M.G. Losano)
Le ali fragili di Mathilde Fibiger. La questione femminile nella Danimarca dell'âge d'or Serpe Alessandro - Giappichelli, 2019 - La Nottola Di Minerva
Gli anni tra i Trenta e i Settanta dell'Ottocento sono generalmente considerati una sorta, per la Danimarca, di âge d'or. Copenhagen, la capitale, area di singolare fortuna: la filosofia di Søren Kierkegaard, le novelle di Hans Christian Andersen, la poesia di Adam Gottlob Oehlenshläger, il teatro e la filosofia di Johan Ludvig Heiberg. Mathilde Fibiger (1830-1872) è stata, fuori dubbio, per la sua intensità anche teorica, la voce più significativa nel processo culturale di "costruzione" dell'emancipazione delle donne in Danimarca, e, in più d'un modo, pioniera, in area scandinava, della questione femminile. Nel "patrimonio genetico" dei suoi lavori vi sono riflessioni antropologiche, storiche e teologiche, ingredienti questi essenziali per lo sviluppo d'una consapevole emancipazione, poi politica e giuridica nel contesto dei suoi anni. Riflessioni che, di un passo antecedenti a quelle di scrittrici in contesti vicini, la norvegese Camilla Collett (1813-1895) e la svedese Fredrika Bremer (1801-1865), sorprendono per le loro singolari consonanze, e sicure differenze, con quelle milliane del «The subjection of women». Tenace come una vergine guerriera d'una saga nordica ma silenziosa come una farfalla, la Fibiger volò via non prima d'essersi posata sui teneri boccioli dell'emancipazione femminile. Ad un secolo dalla scomparsa, le Red Stockings danesi volavano con le sue ali alla conquista di nuove libertà.