Libri di Gaia Servadio
Bibliografia di Gaia Servadio: tutti i libri in vendita online con argomento Mozia
Mozia. Fenici in Sicilia Servadio Gaia - Feltrinelli, 2018 - Universale Economica
Sulle onde della grande Storia, Gaia Servadio ripercorre le vicende dei fenici, "inventori" dell'alfabeto, ma anche grandi viaggiatori marini e intraprendenti commercianti, che grazie alle loro favolose navi colonizzarono buona parte del Mediterraneo. Tra i luoghi necessari ai loro traffici scelsero di fondare Mozia, a un solo giorno di navigazione da Cartagine: un'isoletta del Trapanese protetta da una laguna pescosissima e benedetta da abbondante acqua potabile. Da secoli l'archeologia la cercava: persino il grande Schliemann, lo scopritore di Troia, si era messo alla sua ricerca ma fu un inglese, Pip Whitaker, a dare avvio a veri e propri scavi, interrotti dall'antisemitismo fascista e ripresi dopo la guerra. Gaia Servadio ci conduce per mano nella genialità dei fenici, nella loro straordinaria inventiva ma anche nella loro crudeltà: il sacrificio del primo nato agli dèi, la prostituzione sacra alla quale dovevano sottostare molte fanciulle di origine aristocratica, l'uso continuo della crocifissione, secondo il costume ereditato dai babilonesi. La rievocazione di un mondo straordinario, così vicino ma al contempo così lontano dalla nostra civiltà, in un momento in cui l'interesse verso i fenici finalmente conosce una nuova fortunata stagione. In questo scenario Mozia assume una rinnovata importanza: è difatti uno dei pochi siti fenici ancora da scoprire e scavare interamente.
Mozia. Alla scoperta di una civiltà scomparsa Servadio Gaia - Flaccovio Dario, 2003
Una città florida, che un tempo contava quindicimila abitanti, Mozia fu ditrutta dai Greci nel 397 a.C. dopo un lungo assedio. I suoi abitanti furono massacrati e i suoi alti edifici abbattuti e condannati al degrado. I ruderi di quelle costruzioni rimasero sepolti sotto la sabbia fino a quando, nel tardo XIX secolo, l'archeologo inglese Whitaker non comprò l'isola e iniziò a scavare. Il risultato fu un flusso ininterrotto di scoperte e questa piccola isola siciliana è adesso la nostra maggior fonte di conoscenza dei Fenici.