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- 9788822925589 Sulle rive del Gange. La cultura filosofica di Elsa Morante
La storia di Elsa Morante Sgavicchia S. (Cur.) - Edizioni Ets, 2012 - Mod
Accolto con grande favore dai lettori, "La storia" è uno dei romanzi più discussi del secondo Novecento italiano. Quando nel giugno del 1974 fu pubblicato da Einaudi autorevoli critici militanti e accademici espressero riserve, qualche volta molto aspre. Tuttavia il libro ha continuato ad avere successo in Italia, all'estero e persino fuori dall'Europa ma, a parte poche eccezioni, non è stato oggetto di studi approfonditi. Questo volume intende riaprire il problema dell'interpretazione del romanzo e anche suggerire un bilancio complessivo sull'autrice a partire proprio, e un po' provocatoriamente, dall'opera che ha suscitato a suo tempo tante polemiche e che sembra essere stata rimossa o dimenticata.
L'alibi dei personaggi e la parodia nella scrittura di Elsa Morante Sgavicchia Siriana - Mimesis, 2025 - I Sensi Del Testo
Il libro intende ricostruire un percorso che attraversa zone non sempre in luce della produzione di Elsa Morante - oltre alle opere pubblicate, anche i manoscritti e dattiloscritti che ne testimoniano la gestazione e frammenti di scritture inedite che si rintracciano tra le sue carte: pagine di diario, racconti scartati o ripensati, progetti incompiuti, rubriche, appunti nei volumi della sua biblioteca e altri scritti che costellano i libri editi. La chiave critica adottata valorizza, accanto all'istanza tragica della scrittura di Morante, gli umori parodici e talvolta comici che ad essa si accompagnano e che è la stessa autrice a indicare come chiave di lettura nel primo romanzo quando scrive che Elisa di Menzogna e sortilegio, narrando i fantasmi della sua famiglia avvelenata dalla menzogna, ritrova "non soltanto la consolazione promessa, ma anche una sorprendente voglia di ridere" dando vita a un romanzo in cui "l'umorismo e la tragedia confondono i loro colori". D'altra parte, nell'opera morantiana si individua una tendenza ad assumere i personaggi come "alibi" di una scrittura che presenta sporgenze psicologiche e morali direttamente collegate all'universo autoriale, le quali costituiscono la garanzia del realismo e dell'autenticità della finzione. Perciò nel caso di Morante non si può discutere di un autobiografismo convenzionalmente inteso, ma si può osservare e analizzare il gioco dell'invenzione che proietta l'ombra dell'autore, con il suo dramma, sui personaggi come un Narciso ora "felice", ora "furioso", ora "infelice".