Libri di Alberto Simoni
Bibliografia di Alberto Simoni: tutti i libri in vendita online con argomento Stati Uniti
G. W. Bush e i falchi della democrazia. Viaggio nel mondo dei neoconservatori Simoni Alberto - Falzea, 2004
C'è «l'intrigo» neoconservatore dietro le scelte di politica estera di George Bush? È questa la domanda cui prova a dare risposta Alberto Simoni nel suo libro. Passando in rassegna i temi che hanno dominato l'agenda politica dell'amministrazione Bush prima e dopo l'11 settembre, il libro illustra l'altra faccia della medaglia dando voce alle istanze dei neoconservatori. Emerge un quadro che contrasta l'opinione secondo la quale un manipolo di falchi e ideologi ha dirottato l'agenda della Casa Bianca spingendola ad abbracciare una politica imperialista. La tesi dell'autore è che l'influenza dei neoconservatori non si sia manifestata nelle singole scelte, ma bensì nella visione globale che ha preso forma nella «Dottrina Bush».
La corsa più lunga. Obama vs McCain: due visioni, una nazione Simoni Alberto Samples John - Lindau, 2008 - I Draghi
La corsa alla Casa Bianca resta uno degli esercizi più alti, complessi (e spettacolari) della moderna democrazia. Questo volume ha due anime: da un lato Samples spiega le regole e i meccanismi delle elezioni (dalla creazione del candidato al suo posizionamento nello schieramento di partito, dalle primarie alle votazioni finali), dall'altro Simoni racconta l'America che in questi mesi è andata alle urne, gli interessi in competizione, e conclude con un'analisi approfondita della storia e del profilo politico dei due sfidanti.
Cambio di rotta. La dottrina Bush e la crisi della supremazia americana Simoni Alberto - Lindau, 2007 - I Draghi
La campagna per la sostituzione del regime di Saddam Hussein rischia di tramutarsi nel Vietnam di George W. Bush. La guerra in Iraq avrebbe dovuto rappresentare l'attuazione della dottrina di sicurezza nazionale elaborata nei mesi successivi all'11 settembre, e imperniata sulla diffusione della democrazia in Medio Oriente. Invece la ricetta di Bush è rimasta impantanata fra il Tigri e l'Eufrate. Così l'America, distratta dal caos iracheno, si è trovata costretta a cambiare rotta: a cedere dapprima agli europei il bastone del comando sul dossier nucleare iraniano e quindi a rivedere la sua strategia nel Golfo. Il "fiasco" è figlio di una concezione radicale portata al Pentagono da Donald Rumsfeld: la convinzione che la guerra leggera e la tecnologia bastino per vincere i conflitti e assicurare la pace. E di un'errata comprensione della natura della battaglia che gli Stati Uniti sarebbero andati a combattere a Baghdad: un'azione di regime change, non un conflitto per ripristinare lo status quo. E nelle stanze del Pentagono quindi, e ancor prima che i soldati mettessero piede in Iraq, che è stata annacquata la "Dottrina Bush". Che resta un'idea fortemente americana e ben radicata nella tradizione nazionale.