Libri di George Steiner
Bibliografia di George Steiner: tutti i libri in vendita online con argomento Euro
Una certa idea di Europa Steiner George - Garzanti, 2017 - I Piccoli Grandi Libri
Per George Steiner l'Europa è i suoi caffè, dove si conversa, si discute, si scrive; le sue vie e le sue piazze intitolate a poeti, artisti, scienziati; il suo paesaggio modellato da mani e piedi d'uomo: un «luogo di memorie» dove convivono l'eredità di Atene e quella di Gerusalemme. In questo saggio l'intellettuale che meglio incarna lo spirito dell'umanesimo moderno mette a fuoco l'identità di un continente che della diversità culturale ha fatto il tratto distintivo. E si interroga su come proteggere questo patrimonio di bellezza e umanità dal risorgere di antiche minacce - l'odio etnico, lo sciovinismo nazionalista, i regionalismi sfrenati - e da un nuovo incombente pericolo: l'omologazione culturale frutto della globalizzazione. Prefazione di Rob Riemen.
Una certa idea di Europa Steiner George - Garzanti, 2006 -
Le radici e il destino dell'Europa sono al centro della discussione storica, politica e filosofica. Definire i fondamenti della civiltà europea (che è diversa anche da quella americana) è un presupposto fondamentale per capire il ruolo e le possibilità d'azione del vecchio continente all'interno del "nuovo disordine mondiale". Steiner affronta la questione evidenziando cinque elementi che caratterizzano la cultura del Vecchio Continente. Primo, i caffè. Secondo, un paesaggio a misura d'uomo. Terzo, luoghi carichi dei segni e delle memorie del passato. Quarto, città figlie della cultura greca e di quella ebraica; infine, una coscienza di sé, individuale, e sociale. Prefazione di Mario Vargas Llosa.
Una Certa idea di Europa Steiner George - Garzanti Libri, 2010 - Gli Elefanti. Saggi
Secondo George Steiner l'Europa è innanzitutto un caffè pieno di gente e di parole, in cui si scrivono versi, si cospira, si filosofeggia e si pratica la conversazione civile. Steiner è tormentato dal sopravvivere anche ai giorni nostri di ciò che chiama l'incubo della storia europea: l'odio etnico, lo sciovinismo nazionalista, i regionalismi sfrenati e la resurrezione dell'antisemitismo. Ma anche dall'omologazione culturale verso il basso derivante dalla globalizzazione, che sta cancellando la grande varietà linguistica e culturale che era il patrimonio migliore del vecchio continente. La frase più dura di tutto il libro è una protesta contro la banalità e la volgarità dei prodotti culturali di consumo: "Non è la censura politica che uccide la cultura: sono il dispotismo del mercato di massa, le ricompense di una fama commercializzata".