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Il letto è una rosa. Nuova ediz. Vitti Monica - Mondadori, 2023 - Vivavoce
Cose di cui Monica parla: gli spaesamenti che fanno apparire strani e paurosi anche i luoghi familiari; gli incontri e le fantasmagorie che proliferano nella zona sfrangiata tra realtà e sogno; l'insorgere improvviso della fame o di altre forme di avidità; i momenti di sconforto e derelizione; la libertà; la solitudine. Cose di cui Monica non parla: una rassicurante monotonia; le abitudini accettate; il grigiore. "Il letto è una rosa" è un libro surrealista e animista; come la luce ravviva i colori, la fantasia di Monica Vitti ravviva tutto quello su cui si posa: il dubbio può trasformarsi in un giovane amante bruno e magro, la sicurezza in un signore di mezz'età in bilico sul naso, o un montgomery rosso sfilacciarsi sino a diventare un vecchio spettatore stanco e ipercritico... "Siamo in fila, in aria, e passiamo in un raggio di luce come granelli di polvere": chi ha scritto questa frase degna di un grande scrittore? Monica Vitti. La Vitti racconta di aver cercato le parole giuste affondando i denti nella polpa profumata delle mele annurche. Così fanno le vere scrittrici! Anche i pensieri di Monica danzano sulla pagina come il pulviscolo in un raggio di luce, salendo, scendendo, muovendosi in questa o in quella direzione, con piccoli vortici.
Tutto quello che potevo dare. I mille volti di Monica Vitti Arnaldi Valeria - Ultra, 2022 - Ultra
«Un medico mi disse che con le corde vocali arrugginite che mi trovavo potevo fare tutti i mestieri, tranne quello dell'attrice. "Se lo racconta in giro - gli gridai - io m'ammazzo", e mi buttai per terra a piangere come una pazza». Intensa, bellissima e profondamente determinata, Monica Vitti dava così, in poche battute, la misura di vocazione, passione e dedizione che la legavano alla scena, sin da ragazza, quando era andata anche contro le aspettative della famiglia nel desiderio di costruirsi un futuro su misura delle sue fantasie. Così, poi, ha fatto, diventando «il quinto colonnello della commedia all'italiana», come è stata definita, unica donna tra Sordi, Manfredi, Tognazzi, Gassman. Nata a Roma il 3 novembre 1931, con il vero nome di Maria Luisa Ceciarelli, e scomparsa il 2 febbraio 2022, a novant'anni, dopo una lunga malattia che la teneva da tempo lontana dai riflettori, negli anni l'attrice ha conquistato il pubblico, tra teatro, cinema, televisione. Molti i grandi ruoli e film divenuti poi iconici, da Il deserto rosso a La ragazza con la pistola, da Amore mio aiutami a Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca). Senza dimenticare Ninì Tirabusciò, la donna che inventò la mossa, La Tosca, Teresa la ladra, Polvere di stelle, L'anatra all'arancia e molti altri. Musa di Michelangelo Antonioni, più volte compagna di scena di Alberto Sordi, indimenticabile accanto a Gigi Proietti e ad altri grandi e grandissimi della scena, ha contribuito a raccontare e diffondere una nuova immagine femminile, moderna, indipendente e lontana da canoni imposti e tradizione. Un viaggio dal sogno di diventare attrice, maturato a quattordici anni, alla formazione teatrale, dal doppiaggio all'esordio sullo schermo, fino alla consacrazione, per scoprire tutti i "volti" della diva.