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- 9788867185122 L'incantesimo del fuoco
L'idea russa e il culto della personalità. Le metamorfosi della dittatura in Russia dall'età moderna all'età contemporanea Valle Roberto - Rubbettino, 2012 - Università
Il culto religioso del potere autocratico e della potenza dello Stato è uno dei paradigmi archetipici dell'idea russa ed è scaturito da una paradossale antitesi-simbiosi tra arche e anarché Tra il XIX e il XX secolo, la comparsa della dittatura sullo scenario del potere attesta che la mistica della sovranità autocratica ha subito una metamorfosi, configurandosi come una nuova simbologia del potere sacralizzato. Il catastrofico sviluppo della storia russa sembra essersi orientato verso la "via autoritaria". Il culto della personalità carismatica, quale caposaldo dell'idea russa, va collocato nella lunga durata, al fine di comprendere le diverse genealogie della dittatura in Russia. Nel ripercorrere il lungo cammino della via autoritaria in Russia, le metamorfosi e le pseudomorfosi della dittatura sono inserite nei tre scenari del potere che si sono succeduti nella storia russa: lo scenario dell'autocrazia dominato dalla figura dello Car' come dittatore consacrato; lo scenario del potere sovietico basato sulla "dittatura del proletariato" e sul "culto della personalità"; lo scenario post-sovietico caratterizzato dalla "verticale del potere" e dalla "dittatura della legge.
Le metamorfosi dello Stato-civiltà in Russia tra tradizione e rivoluzione. Impero russo, Unione Sovietica, Federazione Russa Valle Roberto - Nuova Cultura, 2021
Nel corso del XX secolo la Russia è stata al centro di due catastrofi geopolitiche: la rivoluzione del 1917, che ha causato la caduta dell'impero autocratico; la perestrojka che, nel 1991, è stata all'origine della disintegrazione dell'URSS, considerata da Putin la «più grande catastrofe geopolitica del XX secolo». Nel XXI secolo, la Russia si configura come Stato-civiltà, quale rinascita di una civiltà statale forgiata dalla cultura politica russa nel corso della sua storia. È necessario, perciò, intraprendere un cammino à rebours per ricostruire la storia dello Stato-civiltà in Russia che, essendo soggetta a metamorfosi, trasfigurazioni e pseudomorfosi, ha oscillato tra la dimensione imperiale e la catastrofe geopolitica. Nel XVI secolo, l'autocrazia è scaturita dalla sintesi tra la tradizione bizantina e il retaggio mongolo: l'autocrate era nel contempo basileus e khan . Nel XVIII secolo, il periodo pietroburghese della storia russa è stato inaugurato dalle riforme di Pietro il Grande, quale trasfigurazione dell'impero in Stato regolare. Dalla cruenta trasfigurazione rivoluzionaria del 1917 è scaturita una metamorfosi geopolitica e una pseudomorfosi ideologica: l' ideocrazia sovietica, quale monocrazia del proletariato. L'URSS era uno Stato sui generis sorto per la propria scomparsa. Dopo il «bolscevismo di mercato» di Elc'in, il «lungo Stato di Putin» si indentifica con la democrazia sovrana, quale idea russa del XXI secolo, e aspira ad avere una «lunga e gloriosa storia».
Genealogia della russofobia. Custine, Donosco Cortés e il dispotismo russo Valle Roberto - Lithos, 2012 - Laboratorio Est/Ovest
Dalle opere di Astolphe de Custine e di Juan Donoso Cortés si può trarre la genealogia della russofobia, quale archeologia dell'etero-immagine della Russia considerata secondo le categorie dell'imagologia. Collocate nel contesto della prospettiva rovesciata dell'imagerie culturelle e politica del XIX secolo, tali opere fanno emergere, nel loro specchio deformante grottesco e caricaturale, immagini stereotipate, miraggi e spettri che hanno avuto un'esistenza durevole al di là dell'epoca nella quale sono stati forgiati. Custine e Donoso Cortés si trovarono, infatti, al centro di quel conflitto imagologico che, nella prima metà del XIX secolo, contrappose l'autocoscienza europea e quella russa. La "Russie en 1839" suscitò una controversia nella quale furono coinvolte personalità eminenti della cultura russa come Herzen e Dostoevskij. La visione apocalittica della rivoluzione del 1848 di Donoso Cortés suscitò la vis polemica di Herzen, che contrappose all'escatologia negativa del pensatore spagnolo il sogno di barbarie del socialismo russo.