Libri di Gilda Zazzara
Bibliografia di Gilda Zazzara: tutti i libri in vendita online con argomento Vene
Renzo e i suoi compagni. Una microstoria sindacale del Veneto Casellato Alessandro Zazzara Gilda - Donzelli, 2022 - Saggi. Storia E Scienze Sociali
Un giovane uomo porta una bandiera, forse più grande di lui. Accanto a sé, i compagni. Orgoglioso di stare in prima fila, allo stesso tempo sembra sovrastato, schiacciato dal compito. Renzo Donazzon è nato in una famiglia di mezzadri al confine tra Veneto e Friuli, è diventato comunista da ragazzino, si è fatto le ossa da operaio nelle piccole fabbriche del territorio, prima di entrare alla Zoppas di Conegliano. Il '69 lo trasforma in un leader sindacale e da quel momento sale tutti i gradini della Cgil fino a diventare, tra il 1988 e il 1992, segretario regionale del Veneto. Poi succede qualcosa e torna a fare il sindacalista in periferia. Pochi anni dopo muore in seguito a un incidente stradale, senza lasciare scritto nulla di sé. Se l'elezione di Renzo a segretario regionale rappresenta il culmine di un ciclo di mobilità sociale delle classi popolari, la sua rimozione esprime il crollo di un'utopia: l'idea che gli operai possano diventare classe dirigente. Renzo Donazzon è un working-class hero, mandato avanti dal basso, da una comunità di pari, ma anche risucchiato dall'alto, dai dirigenti del sindacato e del partito che lo selezionano, lo allevano, gli fanno coraggio, per poi metterlo da parte.
Il petrolchimico Zazzara Gilda - Il Poligrafo, 2009 - Novecento A Venezia. Le Ricerche, Storie
Il petrolchimico - Il Poligrafo
Vent'anni di Iveser. Dalla «gelosa custodia» della memoria alla storia condivisa Zazzara Gilda - La Toletta Edizioni, 2017 - Secreta
"(...) A Venezia siamo nati tardi, più tardi che la maggior parte della sessantina di altri Istituti provinciali di storia della Resistenza. Al punto che, ancora negli anni Novanta, poteva avvenire che qualcheduno, da vicine province, si arrogasse il diritto-dovere di suonarci lo svegliarino. Zazzara ha scelto - e si può condividere la sua scelta di dedicarsi prioritariamente a una ricostruzione meticolosa, starei per dire filologica, dei fatti, delle date, delle circostanze e dei nomi, mantenendosi più prudente sui perché. Del resto, tutto quello che, crescendo e maturando in fretta, l'Istituto è poi riuscito a fare, è sotto gli occhi di tutti. Quanto a me, non tanto come presidente dell'Istituto, ma come studioso della memoria e dei suoi complicati nessi con la storia, mi viene naturale riandare a quanto mi è accaduto di leggere in materia, a partire da Maurice Halbwachs, lo specialista francese dei meccanismi di funzionamento della memoria collettiva, morto a Buchenwald..." (Dalla Prefazione di Mario Isnenghi)