Libri di Abenavoli
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I normanni a Catanzaro. Roberto il Guiscardo duca di Puglia e di Calabria. I conti normanni di Catanzaro Abenavoli S. M. - La Rondine Edizioni, 2018 -
Tra i grandi personaggi normanni del meridione d'Italia dell'undicesimo secolo, lumeggiati nei saggi storici dell'Abenavoli sono certamente da ricordare Riccardo Avenel Drengot, Principe di Capua, e Roberto il Guiscardo di Altavilla, Duca di Puglia e di Calabria, i quali per il loro valore e le loro virtù vengono a rappresentare delle sacre icone nello svolgimento dell'epopea normanna. L'autore inoltre riporta il parere di molti storici e studiosi sui capitoli di storia e di leggenda aggiunti alla Storia Europea, per i quali i Normanni vennero celebrati come "la più alta incarnazione del valore e del genio europeo" tanto da superare gli stessi Campioni dell'Iliade e dell'Odissea. Ed ancora l'autore ribadisce e conferma come la "Civilisation Normande" venne a creare una nuova cultura, una nuova civiltà, quella della "Koinè Mediterranea", capace di coniugare il sapere e lo spirito umanistico dell'Occidente con l'acuta scienza dell'Oriente, di saldare il ceppo nordico norvegese e germanico al ceppo latino ed orientale - islamico e bizantino -, di fondere la forza acuminata dell'acciaio normanno con la saggezza latina, ed il misticismo bizantino con l'immaginazione araba.
I Normanni. Mille anni di memorie storiche e genealogiche della prima dinastia normanna nell'Italia meridionale (1030-1160)... Abenavoli S. M. - La Rondine Edizioni, 2014
I Normanni, popolo nordico discendente dai Vichinghi, e che divenuti meridionali nel Regno del Sole si adoperarono per regalare all'Europa e al mondo una nuova visione dello Stato, delle leggi, una nuova interpretazione di valori dell'uomo, una nuova cultura capace di coniugare con l'acuta scienza dell'Oriente, il sapere del ceppo nordico germanico al ceppo latino ed orientale. L'autore, in quanto meridionale, auspica di non dimenticare quello che fecero i Normanni del Meridione d'Italia, il Centro del Mediterraneo e che nel XI-XII secolo il Sud Italia non era l'ultima e periferica propaggine del nostro paese, ma un potente Stato, florido e ricco di cultura, di scambi, di commerci, e punto di riferimento della politica europea. Pertanto questo adeguato e obiettivo approfondimento di una fase della Storia Europea, attraverso una attenta rivisitazione di documenti e testimonianze, costituisce e rappresenta un doveroso e degno omaggio alla moderna Europa, quanto mai bisognosa di valori e di radici che rinforzino la sua coscienza unitaria nel magma della sua storia, al momento alquanto stanca ed assonnata e stremata dalle lotte per la supremazia dell'avidità mercantile.