Libri di Abenavoli
Bibliografia di Abenavoli: tutti i libri in vendita online BIOGRAFIE E STORIE VERE
Il normanno Boemondo «Miles Christi» principe di Antiochia Abenavoli S. M. - La Rondine Edizioni, 2021
Marco era il suo nome che significava "dedicato a Marte". Ma per il grande rispetto alla sua gigantesca figura, il padre gli aveva dato il soprannome di Boemondo o di Abboamonte, proventiente da un personaggio leggendario, soprannome che finì per sostituire il suo vero nome di Marco. Marco Boemondo d'Altavilla era figlio di Roberto il Guiscardo Duca di Puglia e di Calabria, e della sua prima moglie la "nobilissima" AlberadaQuarrell - Drengot di Bonalbergo, della Famiglia dei Principi Quarrell di Alençon in Normandia. Alberada era la zia del Conte Bonalbergo in Italia e zia del Principe Normanno di Capua ed Aversa, Riccardo I Avenel - Quarrell - Drengot. Come tutti gli avvenimenti storici e le vicende della sua vita hanno dimostrato, Boemondo fu il più grande Cavaliere della Cristianità in Oriente ed il più grande cavaliere guerriero di tutti i tempi tale da essere paragonato ai Cavalieri dell'Iliade e della Odissea.
Federico II di Svevia «Stupor Mundi». Lo Stato Normanno-Svevo. Pier delle Vigne di Capua. «L'anima gemella» di Federico II. Il personaggio della Divina Commedia più amato dal Sommo Dante Abenavoli S. M. - La Rondine Edizioni, 2017 -
Lo Stato Normanno di Sicilia, fu considerato dagli Stati contemporanei, uno dei più forti, più ordinati e più ricchi Regni Europei del XII Secolo, insieme al Regno di Inghilterra dove dopo la conquista del 1066 governarono i Re Normanni Drengot, cugini e parenti dei nostri Normanni del Sud. Il Regno di Sicilia era anche considerato come l'incarnazione del Buon Governo per l'eccellenza e la lungimiranza dei suoi legislatori normanni che nella creazione delle leggi si rapportarono sapientemente al diritto romanico giustinianeo e al cesarismo di Carlo Magno. Federico II fu il vero erede ed il grande continuatore della "civilizzazione normanna" e della "Koinè Mediterranea" creata dai suoi predecessori normanni, tanto che nell'organizzazione e nel governo del suo Stato Normanno-Svevo egli vi trasfuse le sue elevate concezioni politiche, i suoi ideali ed il suo enorme talento che precorsero i tempi, nel tentativo di fare uno Stato Modello per l'Impero tanto da elevare e indirizzare la visione e la funzione storica della Monarchia Siciliana verso caratteristiche ecumeniche e salienti aspetti di forte respiro Europeo ed Universale.