Libri di Cur Agliati
Bibliografia di Cur Agliati: tutti i libri in vendita online Storia dell’arte: stili artistici
Arte e diletto. Valeria Pasta Morelli (1858-1909) e le pittrici del suo tempo. Catalogo della mostra (Mendrisio 27 marzo-26 agosto 2018). Ediz. a colori Agliati Ruggia M. (Cur.) Bianchi S. (Cur.) Rebora S. (Cur.) - Casagrande, 2018 - Arte
La Pinacoteca Zùst ha ricevuto un'importante donazione di opere di una delle rare donne pittrici che il Cantone Ticino conti: Valeria Pasta Morelli (Mendrisio, 1858 - Milano, 1909). Valeria fu una delle poche ragazze a frequentare l'Accademia di Brera a Milano. Qui raccolse premi e riconoscimenti, mentre in patria la "Gazzetta ticinese" la celebrava come "esimia giovane artista". Il matrimonio con un alto funzionario dell'esercito italiano chiuderà tuttavia le sue ambizioni, confinandola nel circuito domestico, l'unico ritenuto adatto a una donna della sua posizione. Si intende quindi ora far luce per la prima volta sulla personalità artistica di Valeria, non mancando tuttavia di contestualizzarla nel particolare ambito familiare nel quale si muoveva. Valeria era infatti figlia del noto dottor Carlo Pasta, consigliere nazionale e promotore, tra le altre imprese, della ferrovia e dell'industria alberghiera sul Monte Generoso. Lo zio era invece Bernardino Pasta, un pittore appartenente alla cerchia degli Induno che godette di buona fama. Una sezione presenta inoltre opere, molte delle quali inedite, di altre artiste attive nel Cantone Ticino negli stessi anni, come Marie-Louise Audemars Manzoni, Giovanna Béha-Castagnola, Adele Andreazzi, Olga Clericetti, Elisa Rusca, Antonietta Solari e Regina Conti. Donne di buona famiglia, il cui talento artistico veniva esercitato quasi esclusivamente per diletto. Esse si applicavano soprattutto al genere della natura morta, di fiori o frutta: quadri piacevoli, molto richiesti all'epoca per guarnire le sale da pranzo e i salotti delle dimore borghesi.
Mastri d'arte del lago di Lugano alla corte dei Borboni di Spagna. Il fondo dei Rabaglio di Gandria sec. XVIII Agliati C. (Cur.) - Edizioni Dello Stato Del Cantone Ticino, 2010 - Repertorio Fonti Iconografiche Architet.
Per conoscere la storia dell'emigrazione artistica ticinese. Attraverso le vicende dei Rabaglio, famiglia di "magistri" costruttori di Gandria, villaggio affacciato sul lago di Lugano, si spalancano gli occhi su un'affascinante storia di comunità del Settecento: uno squarcio di vita sociale, economica, religiosa e artistica, aperta sul mondo, fino alle lontane contrade della Spagna, dove i ticinesi furono attivi nei grandiosi palazzi reali dei Borboni.
Divina creatura. La donna e la moda nelle arti del secondo Ottocento. Catalogo della mostra (Rancate, 15 ottobre 2017-28 gennaio 2018). Ediz. a colori Agliati Ruggia M. (Cur.) Rebora S. (Cur.) Rizzini M. (Cur.) - Silvana, 2017 -
Nel secondo Ottocento la donna, protagonista del suo tempo anche al di fuori delle mura domestiche, cerca di costruire un'immagine di sé seducente, alla cui elaborazione contribuiscono, in singolare unità di intenti, il sarto e l'artista. La moda, infatti, trova da sempre un riscontro visivo nelle arti figurative, che diventa ancor più evidente nel periodo preso in esame: pittori e scultori registrano con estrema attenzione la complessa varietà di abiti, calzature, copricapi, acconciature, gioielli, decori. Raccontano questo fenomeno opere firmate da celebri autori - tra cui Antonio Ciseri, Tranquillo Cremona, Giuseppe De Nittis, Giacomo Favretto, Adolfo Feragutti Visconti, Giacomo Grosso, Luigi Rossi, Vincenzo Vela, Federico Zandomeneghi - che permettono di seguire l'evoluzione del linguaggio formale in un suggestivo dialogo con quindici abiti datati tra il 1860 e il 1905 realizzati da atelier italiani e stranieri, come la celebre sartoria parigina Worth. Ideale collegamento tra arte e moda sono poi i ventagli d'artista, oggetti di appassionato collezionismo da parte delle dame dell'epoca, di cui si presenta una selezione che culmina negli esemplari di Giovanni Segantini e Gaetano Previati. Alla contessa Carolina Maraini-Sommaruga, protagonista del mondo della filantropia e protettrice delle industrie femminili in Italia e nel Cantone Ticino, immortalata da molteplici pittori quali Vittorio Corcos e Giovanni Boldini, è dedicato infine un ricco affondo monografico.