Libri di Giuseppe Allegri
Bibliografia di Giuseppe Allegri: tutti i libri in vendita online Italia
Le due carte che (non) fecero l'Italia. Statuto Albertino 1848 e Costituzione della Repubblica Romana 1849 Allegri Giuseppe - Fefè Editore, 2013 - Minifefè
In Italia sono esattamente trenta anni che si parla di riforma della Costituzione. E si continua ancora oggi. Forse questo libro può dare un contributo proponendo esempi da seguire e da evitare. È il primo di una serie di volumetti illustrati dedicati alle Carte Costituzionali (le grandi carte) che includono i testi originali e completi delle Carte e saggi che le commentano scritti da giuristi e costituzionalisti di chiara fama. Il primo, a cura di Giuseppe Allegri, tratta delle due Carte che "uniscono nella diversità" le aspirazioni costituzionali italiane agli albori del Risorgimento, nel 1848/1849: lo Statuto Albertino e la Costituzione della Repubblica Romana. Le prossime uscite, con cadenza bimestrale, saranno dedicate alla Carta del Carnaro del 1920, dannunziana massonica e autonomista, a cura di Carlo Ricotti; e alla Costituzione della Repubblica Partenopea del 1799, a cura di Giuseppe Allegri.
La furia dei cervelli Allegri Giuseppe Ciccarelli Roberto - Manifestolibri, 2011 - Esplorazioni
"Gli intellettuali sono i primi a fuggire, subito dopo i topi, e molto prima delle puttane". Il verso di Majakovskij sarebbe una ragione sufficiente per non parlare della fuga dei cervelli. Una formula che riflette l'ipocrisia delle classi dirigenti che hanno prodotto il genocidio sociale e politico delle ultime generazioni. Piuttosto che soffermarsi su un fenomeno minoritario come l'emigrazione intellettuale, questo libro va alla radice dell'esclusione di milioni di persone dal patto sociale, in una repubblica travolta da una crisi senza precedenti, ma anche attraversata da movimenti studenteschi e universitari, del lavoro autonomo e delle partite Iva, del mondo della cultura e della conoscenza. Davanti a questi sommovimenti del Quinto Stato, cioè del lavoro indipendente sospeso tra schiavitù e autonomia, la sinistra resta in panchina. Il libro non propone una visione vittimista del "precariato", preferendo sottolineare le potenzialità dell'indipendenza come spazio di conflitto e di innovazione istituzionale, dove si ntrecciano rivendicazione dei diritti sociali e reinvenzione della politica. Benvenuti nella lotta che è da sempre vostra. Benvenuti nella repubblica del Quinto Stato.
Il Quinto Stato. Perché il lavoro indipendente è il nostro futuro. Precari, autonomi, free lance per una nuova società Allegri Giuseppe Ciccarelli Roberto - Ponte Alle Grazie, 2013 - Saggi
Che cos'è il Quinto Stato? La condizione di parecchi milioni di lavoratori precari, autonomi e free lance, di origine italiana e straniera, che non godono di nessuna protezione in caso di maternità, paternità, disoccupazione o malattia, che non percepiscono un reddito decente e in pratica non avranno una pensione, ma si sobbarcano i doveri imposti da un fisco implacabile. Questi stessi soggetti cominciano tuttavia a gestire in maniera indipendente il proprio lavoro e propongono per sé e all'intera società un welfare alternativo. Rifiutando ogni retorica vittimista, in questo libro affilato dal punto di vista teorico e ricco di dati e testimonianze, Allegri e Ciccarelli mostrano in quali modi il Quinto Stato sta già promuovendo l'autotutela, la cooperazione tra lavoratori indipendenti e cittadini, l'economia della condivisione. Il Quinto Stato sopravvivrà alla crisi, questa la convinzione degli autori: e lo farà in un modo capace di mutare per sempre la nostra concezione di lavoro, di accesso ai diritti, di partecipazione politica. Il Quinto Stato è dunque il "romanzo di formazione" di una nuova e ancora inesplorata composizione sociale. A chi desidera creare un'alternativa all'antico regime delle politiche di austerità spetta la responsabilità di scriverne la storia: perché, affermano gli autori, "il Quinto Stato sarà tutto o non sarà".