Libri di Carlo Altini
Bibliografia di Carlo Altini: tutti i libri in vendita online Filosofia sociale e politica
La storia della filosofia come filosofia politica. Carl Schmitt e Leo Strauss lettori di Thomas Hobbes Altini Carlo - Edizioni Ets, 2022 - Straussiana
Nella Germania di Weimar l'interpretazione di Hobbes diventa l'occasione per una valutazione storica, politica e filosofica della vicenda dello Stato moderno, nell'epoca della sua crisi. Molti sono gli autori - da Tönnies a Dilthey, da Meinecke a Cassirer e Horkheimer - che si confrontano con la lezione del filosofo inglese, con lo scopo esplicito di comprendere la genesi, lo sviluppo e il destino della modernità filosofico-politica e del capitalismo all'interno di una più complessiva discussione critica dei processi di razionalizzazione nel mondo moderno. Tra le interpretazioni di Hobbes svolgono tuttavia un ruolo decisivo quelle offerte da Carl Schmitt e Leo Strauss negli anni Trenta, in piena temperie nazista, quando diventa discriminante, per l'interpretazione della politica moderna, la riflessione sulle categorie di individualismo, massificazione e totalitarismo.
Le maschere del progresso. Ascesa e caduta di un'idea moderna Altini Carlo - Marietti 1820, 2018 - I Melograni
Nella seconda metà del '900 l'idea di progresso subisce una drastica battuta d'arresto e la fede nel cambiamento si esprime in forme diverse. In campo economico e filosofico-politico il concetto viene sostituito da quello di «sviluppo», mentre oggi è «innovazione» la parola d'ordine dei sistemi di potere. Con un'ambiguità di grande rilievo, perché proprio l'innovazione rischia, nella sua forma ideologica, di allontanarsi dall'idea stessa di progresso. Il volume del filosofo Carlo Altini prende in esame le trasformazioni di un concetto fondamentale per la comprensione del mondo moderno.
Progresso Altini Carlo - Scuola Normale Superiore, 2016
Concetto chiave della modernità fin dal XVII secolo, l'idea di progresso indica un processo continuo di accumulazione delle conoscenze. Integrando scienza, etica e politica è possibile realizzare il benessere umano con l'emancipazione dai pregiudizi, dalla superstizione, dalla servitù e dai poteri autoritari. Ma l'idea di progresso non è esente da ambiguità e contraddizioni. A partire da fine Ottocento l'ottimismo illuministico e positivistico cede gradualmente il passo a una visione critica della mitologia del progresso: l'esito della modernità sembra essere caratterizzato da una ragione calcolante che determina l'asservimento dell'essere umano alla tecnica, mostrando così i segni del declino e della decadenza dell'Europa, preludio di un tramonto che appare inevitabile e che ancora oggi incombe sullo spirito della civiltà occidentale.