Libri di Cur Andreini
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Opere teoriche Andreini G. Battista Palmieri R. (Cur.) - Le Lettere, 2013 - Storia Dello Spettacolo.Fonti
Autore tra i più prolifici del Seicento, Giovan Battista Andreini rivive in questo testo attraverso quattro opere significative. La Saggia Egiziana, La Divina Visione, Prologo in dialogo fra Momo e la Verità e Teatro Celeste sono accomunate dalla tematica - un comico che, per essere legittimato, deve confinare con il divino - e vengono qui commentate da diverse angolazioni prospettiche. Le ricche e numerose evocazioni del mondo classico, medievale e barocco consentono al drammaturgo di creare un tortuoso ma suggestivo intreccio tra côté letterario e teatrale e fungono anche da specchio di un'anima sempre in bilico tra sacro e pagano, realtà e illusione, purezza e trasgressione. Andreini è un autore difficilmente collocabile nel suo tempo: austero quanto basta per accreditarsi presso le alte gerarchie ecclesiastiche ma anche brillante capocomico, inventore viaggiante' e, non ultimo, uomo caratterizzato da una doppia inquietudine, sincero fino in fondo nell'amare due donne che seppe trasformare in grandi attrici.
Sconfinamenti. Le terre lontane di Cassola. Catalogo della mostra (Montecarlo di Lucca, 15 settembre-5 novembre 2017; Grosseto, 15 gennaio-5 marzo 2018) Andreini A. (Cur.) - C&P Adver Effigi, 2017 - Cataloghi
"Se il rapporto di Carlo Cassola con la Toscana è considerato l'imprescindibile punto di partenza di ogni lettura 'autorizzata' dello scrittore e dell'uomo, il dato quasi ontologico di una dimensione esistenziale e creativa, il suo rapporto con ciò che toscano 'non è' - e addirittura non è nemmeno italiano - sembra debba essere, ogni volta, sviscerato per negazione, come se si trattasse di qualche cosa di residuale e fondamentalmente estraneo alla cifra più autentica della sua opera. La mostra "Sconfinamenti. Le terre lontane di Cassola", con la forza del vastissimo e diversificato repertorio di documenti e testimonianze messo insieme da Alba Andreini, fa ora giustizia in modo definitivo dello stereotipo che ha tanto a lungo pesato, per lo più negativamente, sulla fortuna di una delle figure più significative del panorama letterario italiano del secondo '900." (Dall'introduzione di Maria Cristina Carratù). Introduzioni di Maria Cristina Carratù, Alba Andreini, Stefano Montefiori, Leonardo Vilei, Manuel Carbonell Florenza.
Trasmetto, non creo. Percorsi tra filologia e filosofia nella letteratura cinese classica Andreini A. (Cur.) - Libreria Editrice Cafoscarina, 2012 -
Trasmetto, non creo: credo negli antichi, li venero e, nel far ciò, oso paragonarmi al Venerabile Peng". Stando al Lunyu, così Confucio definì la propria missione. Nel trasmettere si rischia, però, di "tradire", poiché "trasmettere" significa, pur sempre, "tradurre", ovvero adottare nuove forme per articolare le visioni normative dell'antichità. Addirittura, non solo si rischia, ma si deve tradire: in fondo, linguaggi destinati a superare i contesti che li hanno generati non possono che essere traditi. "Leggere bene" le opere cinesi antiche significa, dunque, saper cogliere incongruenze e discontinuità nelle rappresentazioni di un passato normativo e, soprattutto, valutare i condizionamenti contestuali che ne hanno determinato la trasmissione. Occorre, dunque, seguire un approccio che è, al contempo, filologico e filosofico e che non mira tanto a ricreare la purezza di un'antichità immune dalla corruzione, bensì al disvelamento delle dinamiche dell'imperfezione.