Libri di Gilberto Antonioli
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Clemente Rebora. La ricerca dell'assoluto nei «Canti anonimi» Antonioli Gilberto - Giuliano Ladolfi Editore, 2019 - Smeraldo
Questo è il secondo saggio dedicato da Gilberto Antonioli al poeta Clemente Rebora e intende offrire un ulteriore contributo alla comprensione di uno dei personaggi più significativi della letteratura italiana del Novecento. Il lavoro si allaccia al testo "Clemente Rebora:?la ricerca dell'Assoluto nei Frammenti lirici", pubblicato da Ladolfi nel 2017. Identico l'intento: esprimere riconoscenza a un uomo forte e fragile al tempo stesso, presentando ai lettori squarci che hanno contribuito a delineare e a formare la sua personalità umana e poetica. Il saggio ripercorre gli anni della formazione del giovane Rebora, le sue crisi esistenziali e primi lavori. Emerge dallo scritto come la sua poesia sia permeata da una continua ricerca dell'Assoluto. Inoltre, è evidente come i suoi versi anche nella seconda raccolta appaiano colmi di inquietudine e attraversati da incommensurabili tormenti interiori dettati dalla sensibile spiritualità del poeta. Lo scritto appare lineare, di facile lettura e capace di trasmettere al lettore gli "enigmi" di un grande uomo che affianca alla vita di poeta il "travagliato" cammino religioso.
Clemente Rebora. La ricerca dell'assoluto nei «Frammenti lirici» Antonioli Gilberto - Giuliano Ladolfi Editore, 2017 - Smeraldo
Clemente Rebora. La ricerca dell'assoluto nei «Frammenti lirici» - Giuliano Ladolfi Editore
Dino Campana. Alla ricerca di spazi nascosti Antonioli Gilberto - Algra, 2016 - Scritti
Quando ci si accosta alla poesia di Dino Campana, assaporandone i contenuti, è facile accorgersi di trovarsi alla presenza di una personalità di grosso spessore, che denuncia i segni di una mente non tranquilla e di una necessità di viaggiare, con la stessa, al di là dei confini dell'arcobaleno. Il poeta toscano esibisce una poesia nuova nella quale possiamo notare intriganti situazioni, spesso di difficile interpretazione, e riflessioni nelle quali rimaniamo coinvolti. Campana cavalca ritmi che richiamano la distrazione, la vertigine, la rivolta che annichilisce non soltanto il creatore di versi e di sospensioni, ma anche il lettore più attento e sensibile. Egli compie tentativi di emergere dalla nebbia, di trovare terreni solidi e accoglienti, di arrampicarsi per raggiungere vette da cui esplorare un panorama di limpidezza soffusa e di orizzonti lontani. È fondamentale per Campana l'esigenza del viaggio, come si era verificato nella poetica e nella vita dei poeti maledetti francesi. E nella descrizione del viaggio emerge pure quel filo sottile che separa i sogni dalla realtà. Ma qual è la realtà campaniana? Visione o visitazione?