Libri di Giuseppe Aragno
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Le quattro giornate di Napoli. Storie di antifascisti Aragno Giuseppe - Edizioni Intra Moenia, 2017
Questo libro racconta una "storia civile". Al centro della scena uomini e donne che vincono la paura e lottano per la dignità in una notte disperata. Sullo sfondo, la dittatura, la repressione, la guerra e un'occupazione spietata. Il libro ha i toni e l'andamento di un romanzo storico. Non rinuncia al rigore della ricerca, ma dà la parola a chi non l'ha mai avuta e diventa il canto corale della Napoli antifascista. Questa ricostruzione storica delle Quattro Giornate non solo smantella lo stereotipo della città di plebe, ma restituisce alla memoria collettiva i nomi, le storie umane e la vicenda politica degli sconosciuti protagonisti di una delle più belle pagine della millenaria storia di Napoli, quella dell'antifascismo popolare colto nel suo momento più alto, fatto di speranza e sacrificio. Un messaggio di grande attualità nel nostro tempo che sembra tornare ad essere buio.
La Camera del lavoro di Napoli Aragno Giuseppe - La Città Del Sole, 2006 - Archivio Storico Del Movimento Operaio
La Camera del lavoro di Napoli - La Città del Sole
Nel secolo dei lavoratori Aragno Giuseppe - La Valle Del Tempo, 2026 - La Storia/Le Storie
Nell'immaginario collettivo Napoli è anzitutto Gomorra, "città di plebe" e capitale di un Mezzogiorno in cui il tempo non passa, la coscienza di classe non nasce e il confine tra malavita organizzata e arretratezza culturale e civile sembra inesistente. Da questo saggio emerge una realtà profondamente diversa: contro la crescita civile e le lotte per la democrazia lavorano classi dirigenti locali e nazionali pronte a calpestare la legalità di cui dovrebbero essere garanti, per difendere privilegi di classe e sfruttamento. Gomorra non è la città dei lavoratori raccolti attorno a una Camera del Lavoro nata da lotte di operai coscienti e coraggiosi, ma la città di Crispi, che si inventa un inesistente piano rivoluzionario per colpire i lavoratori in lotta per la giustizia sociale; la città in cui il sindacato è messo fuori legge prima da ingiustificati provvedimenti di polizia e poi da uno stato d'assedio che lo Statuo Albertino non prevede. Sono le Istituzioni che fanno morti e feriti tra cittadini mobilitati contro la guerra nella "Settimana Rossa" e che, nel primo dopoguerra, soffocano la crescita impetuosa del sindacato con la violenta reazione di classe che conduce al fascismo. Il libro è un invito a riflettere sul passato, per cogliere i rischi legati al momento politico che viviamo e offre un esempio di nobiltà della politica, incarnata da figure di sindacalisti che meritano di essere ricordati, mentre di quella nobiltà sembrano ormai perse le tracce.