Libri di narrativa e argomenti correlati
Opere di narrativa e argomenti correlati
Nel punto più obliquo del cielo Asaro Carmelo - Aracne, 2017 - Diadematus
"Nel punto più obliquo del cielo" è un romanzo che nasce come fiaba e della fiaba mantiene i connotati. Nel suo nucleo centrale è una delle tante fiabe che l'autore a suo tempo ha inventato, dopo avere esaurito il repertorio classico, per raccontarle la sera alle sue bambine. Il proposito originario era quello di raccoglierle in un libro, cominciando dalla storia di Lapo e Fiorenza, di cui parla il romanzo. Dopo le prime righe, Asaro vi è rimasto intrappolato. Invece di concludere la fiaba in poche pagine, per poi passare alle altre, si è addentrato nel mondo incantato in cui si svolge la vicenda, facendosi catturare da quelle immagini, emozioni, suggestioni.
Terra riemersa Asaro Carmelo - Vertigo, 2013 - Approdi
"La rivide. Questa volta era salita sul tram con una sacca a metà fra la borsa della spesa e quella della disperazione, dove hai messo tutte le tue cose e te ne vai, senza sapere dove. O forse lo sai, ma non è una vera meta, è la tappa di un viaggio. O qualcosa che ci assomiglia. Un pellegrinaggio, forse. Da dove veniva e dove andava quella donna che da qualche mese lo tormentava? Con aspetto, età, modi di fare sempre diversi, ma sempre con lo stesso sguardo, evanescente eppure vera, ogni volta riemersa dal buio, ogni volta inghiottita dal buio..."
Taglio orizzontale Asaro Carmelo - Tullio Pironti, 2009 - Narrativa Nuova
Una cittadina della provincia toscana, l'omicidio di una nobildonna, un magistrato che ha deciso di raccontarsi per far emergere la propria verità: sono questi gli ingredienti da cui parte una storia giocata sul filo delle emozioni e della memoria, che apre il sipario su scenari inconfessabili, sino alla scoperta di un crimine orrendo, dietro il quale si muovono ombre organizzate dal Potere. E ancora: la Sicilia dell'interno, degli anni Sessanta, con i suoi miti e riti, tabù e saperi. E davvero ingarbugliata la matassa che Lorenzo, sostituto procuratore di Terralba, è chiamato a dipanare: aspetti di sé che urgono dai rappezzi di una perdurante rimozione; lo strozzamento di Elvira Azzalori Randini, una donna dalla vita sregolata, spaventata e attratta da richiami ancestrali; la improvvisa sparizione di una bambina. L'indagine, al tempo stesso giudiziaria e psicologica, porta alla luce, insieme al morente e ai responsabili del delitto, immagini negate, echi di antichi rimorsi, verità parallele. Eumenidi o Erinni? In ogni caso fantasmi del passato, che riprendono corpo e si incrociano con la suggestione provocata nel magistrato dall'eccezionale personalità della vittima, con cui egli finisce per confondersi, in un groviglio che, secondo la metafora del Convito platonico, rinvia all'unità originaria delle loro vite, tagliate orizzontalmente, invece che verticalmente, dalla spada di Zeus.