Libri di Mariano Baino
Bibliografia di Mariano Baino: tutti i libri in vendita online STILE DI VITA, SPORT E TEMPO LIBERO
Effumazioni e nebbie (fumettoidi) Bàino Mariano - Ad Est Dell'equatore, 2025 - Cubi
Giocattoli modificati. Détournement. Anche come divertimento. Certo, la pratica situazionista è un ricordo. Graffiti, chissà, da e nella biblioteca. O nel boudoir. Non c'è l'intenzione, come potrebbe esserci? di rovesciare alcuna prospettiva della vita. «Non eravamo nati per rivoluzionare, ma per essere rivoluzionati» (Sanguineti). Le merci ci hanno resi glaciali, «scettico e perverso m'hanno fatto diventar» (De Filippis). Ha vinto il suicidio al rallentatore. La vita che disvive non la rovesci. Non puoi creare situazioni che afferrino, affermino la realtà dei nostri desideri attraverso questi fumettoidi. Neanche attraverso i fumetti, se è per questo. Poi, cosa ha fatto qui da quadro pompier su cui scagliare, per modificarlo, baffi e chiazze di colore? Le vignette, i comics? O le proposizioni dei filosofi? Parole non di rado pensate come piene di storica ineluttabilità, e che in "Effumazioni & Nebbie" ogni volta hanno preso il posto dell'originaria espressione demotic o lubrica (spesso e volentieri già a suo tempo parodica e irridente verso le family strips così estranee alla propensione erotica). Questi fumettoidi, comunque, forse aspirano almeno a provocare un modesto blackout nella rete concettuale del fruitore. Postfazione di Andrea Cortellessa.
In (nessuna) Patagonia Baino Mariano - Ad Est Dell'equatore, 2014 - Liquid
La Patagonia è terra eccentrica, quasi irreale, che nel tempo ha dato ricetto alle solitudini e ai sogni di viaggiatori, avventurieri, perseguitati politici. Un'infinità di voci umane a cui si deve la mitografia che ha reso questa regione un luogo assoluto. L'immenso sud, l'estremo e profondo Fin del mundo, ha spinto la mente dell'uomo che l'ha attraversato a proiettarvi di tutto, come su una lavagna vuota. A volte, la strana umanità venuta fuori dai racconti ha fatto pensare a un "tipo patagonico" e allo sfruttamento, tutto epigonale, di un filone che nei primi cantori come Chatwin e Coloane non aveva mancato di regalare metallo puro. Nei testi più recenti vi è anche la fine del mito, la delusione del viaggio, la consapevolezza delle trasformazioni causate dal turismo di massa. L'autore, per parte sua, elabora una narrazione che intreccia tre generi di pagine: una scrittura di vocazione saggistica, che ricostruisce storie di viaggi e di avventure (la scoperta dello Stretto di Magellano, l"invenzione" dei giganti da parte di Pigafetta, i resoconti del capitano Giacomo Bove, ispiratore di Salgari, eccetera); una scrittura che è il taccuino del proprio viaggio, il cui disincanto non nasconde la sensazione di soggiogamento di fronte alla bellezza dei luoghi; una scrittura in cui la vicenda del viaggio è oltrepassata da quella dell'esilio. In quest'ultima configurazione, l'autore si interroga sui mali dell'Italia, lancia invettive contro un paese che sembra incapace di tirarsi fuori dall'immobilità.