Libri di Valentino Baldacci
Bibliografia di Valentino Baldacci: tutti i libri in vendita online Storia
Ditemi, perché tanto odio contro Israele? Baldacci Valentino - Aska Edizioni, 2021 - Monografie
La domanda che costituisce il titolo del libro è stata posta, in varie forme, nel corso dei secoli. In passato si riferiva agli ebrei come tali, considerati sia come popolo che come individui; nel nostro tempo, pur non essendo scomparse le forme dell'antisemitismo tradizionale, in larga parte ma non unicamente di origine religiosa, l'odio contro gli ebrei si è indirizzato contro lo Stato che il popolo ebraico, a prezzo di lotte e di sacrifici immani, è riuscito a ricostituire dopo quasi due millenni di dispersione diasporica. Alle radici di questo odio ci sono anche eventi storici determinati. E tuttavia un lasso di tempo così lungo non passa invano, all'interno dello Stato d'Israele i rapporti tra arabi ed ebrei sono molto più complessi di quanto una pubblicistica interessata non voglia descriverli. Infine, il 2020 - l'anno a cui si riferiscono i testi contenuti nel volume - è stato l'anno dell'accordo di Abramo: un accordo storico, il cui significato etico non è inferiore a quello politico. Si può cominciare a sperare che la domanda, in un tempo non lontanissimo, abbia sempre meno senso.
1967 comunisti e socialisti di fronte alla guerra dei sei giorni. La costruzione dell'immagine dello Stato d'Israele nella Sinistra italiana Baldacci Valentino - Aska Edizioni, 2014 - Ad Fontes
L'ipotesi su cui si fonda questo lavoro è che l'immagine dello Stato d'Israele presente da decenni nella Sinistra italiana (non solo in quella più estrema) - cioè quella di uno Stato aggressivo, espansionista, militarista, violento, razzista, con tratti assimilabili a quelli del nazismo, che pratica la discriminazione e l'apartheid nei confronti degli arabi - sia stata costruita in occasione della guerra dei sei giorni del giugno 1967, ad opera del PCI come risultato di uno scontro politico e mediatico con il Partito Socialista. Per trovare la conferma di questa ipotesi è stata analizzata la stampa comunista e socialista, in particolare i rispettivi organi ufficiali "L'Unità" e "Avanti!" - ma anche i periodici e le riviste che facevano capo ai due partiti e anche quelle che, in senso lato, facevano parte dell'area culturale della Sinistra, nonché il principale quotidiano fiancheggiatore del PCI, "Paese Sera". È stato anche tenuto conto delle lettere inviate ai tre quotidiani ed è stato messo in rilievo il ruolo specifico dei dirigenti politici e dei giornalisti dei due partiti.
Guadagnarsi il pane. Luoghi e tempi del lavoro in Toscana fra '800 e '900. Ediz. illustrata Baldacci Valentino Ciuffoletti Zeffiro - Alinari 24 Ore, 2008
La Toscana è stata una terra di città, ma anche la terra della mezzadria che ha contribuito a disegnare il paesaggio collinare che ancora oggi fa da cornice alle tante città e cittadine della regione. Un paesaggio costruito dal lavoro degli uomini e dalla loro arte, dal gusto e dall'abilità di architetti geniali, di semplici artigiani e di umili lavoratori. In effetti, la straordinaria bellezza delle città e delle campagne toscane è frutto del lavoro così come proprio il lavoro ha contribuito a generare la civiltà, il senso civico e la ricchezza di una regione nota e apprezzata in tutto il mondo. Persino la pittura, la scultura e le arti minori sono state espressioni organiche di questa civiltà del lavoro che nelle botteghe artigiane, così come nel dinamismo dei mercanti banchieri delle città toscane trovò, fra medioevo ed età moderna, la sua più nota e universale manifestazione. Il rapporto fra città e campagna nella storia toscana è stato così complesso e profondo che ha segnato persino i caratteri peculiari dello sviluppo economico della regione fino alla comparsa, dopo la seconda guerra mondiale, di quel grande fenomeno economico e sociale rappresentato dalla piccola industria e dai suoi caratteristici distretti. Al punto che si è giunti a stabilire una correlazione significativa fra maggiore o minore presenza della mezzadria e maggiore o minore comparsa della piccola industria cittadina.