Libri di Cur Balloni

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LIBRO   9788870385601

I Pandolfini e il palazzo. L'impronta di Raffaello architetto Balloni S. (Cur.)   -  Centro Di, 2021

Nel cinquecentenario della morte di Raffaello, il vivace dibattito sulla paternità progettuale di Palazzo Pandolfini a Firenze, attribuita da Vasari all'urbinate, è alimentato di nuova linfa nel presente volume dedicato alla storia della famiglia e alle fasi costruttive dell'avita dimora: la più romana tra le residenze fiorentine di primo Cinquecento e l'unica architettura cittadina a poter vantare un'impronta raffaellesca. Sulla base di documenti inediti in parte conservati nell'archivio di famiglia o riscoperti all'Archivio di Stato di Firenze, come le seicentesche memorie di Filippo Pandolfini, i quattro autori hanno potuto aggiungere preziose informazioni a quelle già note alla critica e ricostruire una storia tanto capillare quanto avvincente: di pari passo con le vicende della stirpe di notai e giuristi, vescovi e cardinali, eruditi, letterati e soldati giunta in città dalle terre di Signa, di cui Domenico Savini ha indagato le origini duecentesche sotto il profilo araldico, storico e genealogico, si seguono gli episodi salienti dell'edificazione entro le mura urbane della dimora di delizia di Giannozzo Pandolfini, riflesso delle aspirazioni e delle relazioni intrattenute dal vescovo di Troia, in primo luogo con papa Leone X il quale può verosimilmente aver sostenuto la redazione del primo progetto da parte di Raffaello. Il nome del vescovo, insieme alla data MDXX, campeggia nell'iscrizione latina che corre sotto il cornicione del palazzo magnificamente messo in opera dai Sangallo; i saggi di Francesca Carrara Screti illustrano il lungo e discontinuo andamento della fabbrica, giungendo ad anticipare l'apertura del cantiere nel primo decennio del XVI secolo e analizzando i passaggi ereditari e l'avvicendarsi dei proprietari tra Seicento e Settecento a confronto con i conseguenti interventi di ampliamento fino alla costruzione dell'ala bassa su via San Gallo. Francesca Parrini affronta invece con nitida chiarezza le decorazioni delle cosiddette stanze dei vescovi, approfondendo alcuni aspetti dell'articolato programma iconografico delle pitture commissionate da Giannozzo Pandolfini e dal nipote Ferrando, suo successore alla cattedra episcopale pugliese. Corredato di un albero genealogico che comprende i componenti principali della discendenza dal capostipite Pandolfino da Signa alle ultime generazioni, il volume si chiude con lo studio di Silvio Balloni in cui l'autore ci accompagna attraverso l'Ottocento sino alla contemporaneità nella storia familiare, segnata da brillanti personalità come quella di Eleonora Pandolfini, e nella successione di importanti lavori strutturali, interventi decorativi e restauri del palazzo e del giardino, ripercorsi attraverso documenti e progetti inediti. Emerge così, in un perfetto equilibrio tra libro di ricordi familiari e studio scientifico, un'accurata disamina della storia del palazzo e della famiglia che ancora oggi lo abita e di cui il volume testimonia l'appassionato impegno nella tutela della dimora e nella conservazione della memoria storica.

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Il palazzo del Circolo dell'Unione di Firenze libro
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LIBRO   9788833405940

Il palazzo del Circolo dell'Unione di Firenze Balloni S. (Cur.)  Carrara F. (Cur.)  Parrini F. (Cur.)   -  Sillabe, 2026  -  Saggi

Il libro rappresenta un'opportunità per riscoprire un angolo affascinante di Firenze, esplorando la storia di un edificio storico progettato da Giorgio Vasari nel 1565, che fu prima di proprietà della famiglia Corsi e successivamente degli Uguccioni. Nel XIX secolo, l'edificio subì trasformazioni significative, diventando in parte l'Hotel Stella d'Italia e in parte il Circolo dell'Unione. Fondato nel 1852, il Circolo ancora in attività, vanta così oltre 150 anni di storia. Oggi, grazie a nuove ricerche d'archivio condotte da Silvio Balloni, uno dei curatori del volume, è stato possibile approfondire la struttura organizzativa e l'associazionismo che regolava il Circolo, riservato all'élite non solo dell'aristocrazia, ma anche dei ceti dirigenti della città. Tra i tesori riscoperti vi sono le preziose piante del 1779, che rivelano la disposizione interna delle sale, opera dell'architetto Giulio Mannaioni. Interessante l'appendice di documenti e foto storiche che mostrano alcuni dei membri più in vista del Circolo tra cui il re Vittorio Emanuele III di Savoia e Nino Bixio.

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