Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Se solo fosse umano. Racconti brevi Barile Fausta - Susil Edizioni, 2022 - Journey
Il libro si articola in una serie di racconti brevi, sullo spunto di un inverno rigido il giorno di Santo Stefano del 1998; l'autore percepisce di non riconoscersi più in un'identità femminile e attraverso le sue sensazioni e la possibile memoria afferma la sua natura "transgender". Si sviluppa quindi un intreccio amoroso in anticipo sui tempi della tecnologia e del virtuale (che sarebbero nello specifico gli attuali) attraverso discorsi improbabili, ma di grande sentimentalismo tra amanti e sostenendo che l'arte della scrittura sia o possa essere metaforicamente la parte residua e femminile dello scrittore (transgender), come se questa con impeto e forza nell'atto creativo possa sostanzialmente sostituire un eventuale entità fisica.
Unico moto Barile Fausta - Kimerik, 2018 - Kimera
Etien è un ragazzo dalla sessualità indefinibile, che affronta un intenso dialogo con il padre, quale figura di riferimento, più che altro l'adolescente sputa accuse per l'insopportabile assenza, tipico ed usuale ai nostri giorni; e mentre la consuetudine rapisce i cardini questi si rafforzano divenendo pilastri ineguagliabili. Ma nella contingenza occorre un amico, meglio che abbia un ruolo anche di psicologo, questi guidandoci ad una risoluzione per la perduta memoria, innesca micce di positività al pensiero rendendolo audace nell'abbattere le incertezze. Solo creando un obiettivo si può perseverare nella lotta alla vita, mentre l'insospettato amore per la moto si eguaglia a quello di un grande e odierno mito del motociclismo, Valentino Rossi, che come eroe ha dato l'impossibile; il romanzo si riempie di emozionalità e sensazioni dermiche, esaltando sul finale non la vittoria di un protagonista ma l'amore incontrastato per una ragazza. Un copione a lieto fine? Non particolarmente!
Antiumano Barile Fausta - Gruppo Albatros Il Filo, 2017 - Nuove Voci. Terre
La scrittura è innanzitutto un atto interiore, prima ancora che la punta della penna sfiori il foglio, la nostra anima ha già incominciato a dettare al cuore le parole. Emozioni, sentimenti, paure, speranze che non sempre è facile trasportare in verbi e sostantivi, ma la parola ha anche un non so che di magico e così talvolta la penna si trasforma in una sorta di arnese innocuo e di conforto. La penna come un demone ti possiede, e sovverte la tua stessa natura, il tuo essere è trasmutato, poi bisogna produrre e diventa arnese innocuo e di conforto. "L'inchiostro" scrive Fausta Barile "è usato per superare ostacoli spesso iniqui sul percorso di ogni individuo, per incoraggiarti e per prendere appuntamenti". Ecco allora che in queste pagine ci mettiamo a nudo di fronte ai sentimenti, come quello della paura, che sopprime e invade altri organi del nostro corpo rendendoli necrofili, immobili, apatia dell'essere, fino a che lo spavento si diffonde interessando tutto il corpo. La nostra generazione d'altronde rivela sempre più spesso di avere una mente esatta e così le capacità mentali si affievoliscono e si corre il rischio di divinizzare il corpo, ma è importante ancora stupirci e lasciarci ammaliare dalla musica che illumina la terra e dall'amore, cercando di capire quando si ama davvero. Quando si ama oltre la misura della ragione, i discorsi si tarpano per dialoghi scarni e surrealisti e da qui non può partire nulla di proficuo e produttivo, certo ci si abbandona ma non ci si può lasciare mai.