Libri di Roland Barthes
Bibliografia di Roland Barthes: tutti i libri in vendita online Saggistica
Cos'è uno scandalo. Testi su se stesso, l'arte, la scrittura e la società. Scritti inediti 1933-1980 Barthes Roland D'angelo F. (Cur.) - L'orma, 2021 - Kreuzville Aleph
Intelligenza di straordinaria duttilità, fecondo interprete degli immaginari novecenteschi, sottile indagatore del desiderio dei corpi e del piacere dei testi: Roland Barthes è presente in tutta la sua brillantezza e leggiadra profondità in questa ricca messe di scritti finora mai pubblicati in Italia che raccoglie saggi sulla letteratura francese (Proust, Gide, Camus), cronache di vita intima e quotidiana, studi sulle arti figurative e inclassificabili pezzi d'occasione. Frase dopo frase il grande critico conia formulazioni spiazzanti, offre punti di vista inusitati, annoda e inventa tradizioni, come nel testo - in assoluto il primo che ha scritto - dove fantastica di un Socrate che per amore dei suoi discepoli (e per ghiottoneria) fugge di galera, rifiutando la propria condanna a morte. Alla prediletta forma breve, o meglio, usando le sue parole, alla «forma dolce» di questivariegati interventi Barthes consegna alcune delle sue pagine più sorprendenti e memorabili, pagine che vanno qui a comporre una sfaccettata riflessione sul meraviglioso scandalo rappresentato dalla nostra presenza, sociale e carnale, nel mondo.
Barthes di Roland Barthes Barthes Roland - Einaudi, 2007 - Piccola Biblioteca Einaudi. Nuova Serie
"L'unica passione della mia vita è stata la paura". La straordinaria epigrafe che Barthes ha scelto per il suo "Piacere del testo", andandola a cercare in Hobbes, attraversa e segna come un motto emblematico anche tutta la sua speculazione. Paura di essere afferrato e frainteso, da una facile e sommaria 'cucina' ideologica. Paura della "bêtise", che invita continuamente a ricercare e contraddirsi; paura d'esser fermato in un'immagine stereotipa e sterile. Ecco cosi, paradossalmente, per evitare questo procedimento di imbalsamazione precoce, di monumentalizzazione pubblica, l'idea di scriversi addosso una stravagante monografia, quasi per abolirsi, per cancellarsi, per "derealizzarsi", come avrebbe detto un pensatore a lui caro, Sartre. Non tanto un diario di fatti, di accadimenti, ma piuttosto un diario di riflessioni; non tanto aneddoti biografici, ma avventure d'idee. Un quaderno a "collage", in cui l'immagine univoca di Barthes viene continuamente frammentata, contraddetta, cancellata: "io non mi assomiglio mai". Nella prima pagina, a caratteri autografi, quasi una confessione sommessa nell'orecchio di chi s'accinge ad intraprendere questo viaggio, si legge: "Tutto ciò dovrà essere considerato come detto da un personaggio di romanzo". Un Barthes immaginario, dunque, personaggio fittizio, scritto, che si racconta in terza persona, dietro la maschera del frammento. Così è proprio in questo libro, scritto nel 1974, che si ritrova la fisionomia più autentica del grande critico.
Sade, Fourier, Loyola Barthes Roland - Se, 2022 - Testi E Documenti
«Da Sade a Fourier, a cadere è il sadismo; da Loyola a Sade, l'interlocuzione divina. Per il resto, stessa scrittura: stessa voluttà di classificazione, stessa furia di ritagliare (il corpo cristico, il corpo vittimale, l'animo umano), stessa ossessione numerativa (contare i peccati, i supplizi, le passioni, e persino gli errori di calcolo), stessa pratica dell'immagine (dell'imitazione, del quadro, della seduta), stessa sutura del sistema sociale, erotico, fantasmatico. Nessuno di questi tre autori è respirabile; tutti fanno dipendere il piacere, la felicità, la comunicazione, da un ordine inflessibile, o, per essere ancora più offensivi, da una combinatoria. Eccoli così tutti e tre riuniti, lo scrittore maledetto, il grande utopista e il santo gesuita».