Libri di Cur Bartolomei
Bibliografia di Cur Bartolomei: tutti i libri in vendita online ARTI
I portici di Bologna. Patrimonio di cultura e identità. Ediz. a colori Bartolomei Rita Mariani Lara Berselli C. (Cur.) Mariani L. (Cur.) Fiolo G. (Cur.) - Minerva Edizioni (Bologna), 2021
I Portici Bolognesi da pochi mesi sono Patrimonio dell'umanità. Per celebrare il riconoscimento dell'Unesco, le associazioni fotografiche TerzoTropico-APS e Tempo e Diaframma APS in collaborazione con il Comune di Bologna e con Confcommercio ASCOM, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisbo e Gruppo Hera hanno ideato e allestito una mostra fotografica e un volume, che ha avuto anche il patrocinio dell'Ordine degli Architetti di Bologna e dell'Ordine dei Giornalisti. Il valore artistico-culturale dei portici è inscindibile da quello sociale che ha influenzato nei secoli il carattere dei bolognesi. Sono un punto di incontro, un luogo vivo che ospita bar, ristoranti, negozi, teatri e persino cinema. Partendo da questo presupposto, le associazioni TerzoTropico-APS e Tempo e Diaframma APS, che operano nel campo della fotografia con particolare attenzione al reportage sociale e all'evoluzione del territorio, hanno sviluppato questo progetto cercando scene di vita quotidiana, cogliendo i cambiamenti della città. Lo scopo della mostra e del volume fotografico è narrare la vita che fermenta sotto i portici. Non solo quelli dichiarati Patrimonio dell'umanità, sia chiaro. Il loro sguardo ha viaggiato lungo tutto il centro storico e anche in periferia. I portici di Bologna sono uno stile di vita. Un luogo che attraversa l'intera città, in cui condividere i momenti della quotidianità, in qualsiasi condizione climatica. Sono nati secoli fa per prolungare lo spazio abitativo privato, oggi sono classificati come proprietà privata ad uso pubblico e rappresentano un modello sociale di integrazione e comunicazione unico.
Evoluzioni contemporanee nell'architettura funeraria Bartolomei L. (Cur.) - Cso Centro Strudi Oltre, 2012 -
Quest'opera riassume le riflessioni di progettisti che agiscono sulla forma della città e delle architetture. Chi vi ricercasse un repertorio statico di casi esemplificativi, o una attenzione manualistica all'esposizione di soluzioni sperimentate, resterebbe deluso. I saggi che compongono il testo, a partire da quello centrale di Luigi Bartolomei, inseguono la fluidità delle situazioni che coinvolgono l'architettura funeraria nei più vasti e attuali cambiamenti della società occidentale rispetto alle tradizioni, ai riti e alle appartenenze religiose. Escluse soluzioni di maniera, i saggi e i progetti raccolti si svolgono nel campo fertile e inesplorato dei nuovi spazi oggi richiesti dalla celebrazione del lutto (camere del commiato, giardini delle rimembranze, case funerarie): fuoriusciti dai recinti delle "città dei morti", dopo secoli di ostracismo, essi si avviano a una nuova integrazione con la "città dei vivi", tracciando equilibri inediti nel fenomeno dell'abitare.