Libri di Corrado Basile

Bibliografia di Corrado Basile: tutti i libri in vendita online Storia

L'«Ottobre tedesco» del 1923 e il suo fallimento. Nuova ediz. libro
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LIBRO   9788894306415

L'«Ottobre tedesco» del 1923 e il suo fallimento. Nuova ediz. Basile Corrado   -  Altergraf, 2021  -  Storia

L'«Ottobre tedesco» del 1923 e il suo fallimento. Nuova ediz. - Altergraf

€ 26.00 € 11.70
LIBRO   9788897206279

L'«Ottobre tedesco» del 1923 e il suo fallimento. La mancata estensione della rivoluzione in Occidente Basile Corrado   -  Colibrì Edizioni, 2016

In Italia la mancata riuscita rivoluzionaria del 1923 in Germania non è mai stata affrontata nonostante il fatto che in quel tentativo siano stati coinvolti all'incirca un milione di lavoratori e varie centinaia di migliaia di comunisti, non soltanto tedeschi, cosa che nella storia non si era mai verificata prima. Questa vicenda segnò il futuro della III Internazionale Comunista, costituita a Mosca nel 1919, che non troverà più il modo di risollevarsi da una sconfitta avvenuta, praticamente senza combattimento, nell'area geopolitica allora più importante dal punto di vista del comunismo. Studiare la dinamica di quello che non è stato l'"Ottobre tedesco", individuando le cause del "fiasco", è lo scopo di questo saggio che si avvale anche di documenti resi accessibili dall'apertura degli archivi dell'ex Unione Sovietica. L'autore ritiene che i motivi veri della sconfitta tedesca siano riconducibili soprattutto al mancato riconoscimento dell'idea che la rivoluzione comunista doveva avere carattere popolare o non sarebbe stata. In appendice si trovano testimonianze di Heinrich Brandler, principale dirigente comunista tedesco nel 1923, e scritti dello storico Isaac Deutscher.

€ 15.00
LIBRO   9788894615302

Il biennio rosso in Ungheria 1918-1919. I 133 giorni della repubblica dei Consigli Basile Corrado   -  Altergraf, 2021  -  Storia

Dalla fine di marzo ai primi di agosto del 1919 in Ungheria operò una dittatura proletaria che avrebbe potuto estendere all'Occidente la rivoluzione che aveva portato al potere i bolscevichi nell'ex impero zarista. I due fenomeni erano strettamente collegati. L'andamento della prima guerra mondiale e quello della rivoluzione russa fecero sì che la reazione delle masse alla sconfitta dell'impero asburgico e all'incapacità delle classi dominanti ungheresi di gestire le ripercussioni della débâcle fornisse concretezza alle possibilità di sopravvivenza della nazione e sottraesse a una prospettiva generica lo spirito internazionalista dei proletari. Ciò mentre i vecchi «poteri forti» si ritraevano impauriti di fronte alle pretese delle potenze vincitrici della guerra, soprattutto della Francia, che voleva smembrare il paese per imporre il suo controllo sull'area danubiana e rafforzare il cordone sanitario contro il bolscevismo. Questi «poteri forti»lasciarono sole le formazioni politiche che avevano dato vita nell'ottobre 1918 all'esperimento repubblicano noto come «rivoluzione dei crisantemi» e concepito appositamente per salvarli, mentre la protesta sociale cresceva e si rafforzava ogni giorno di più. I socialdemocratici, già puntello essenziale dell'esperienza legata al nome del conte Károlyi, svoltarono allora «a sinistra» e si rivolsero ai rivoluzionari guidati da Béla Kun, da poco raccolti in un'organizzazione indipendente. Incautamente il partito comunista accettò l'offerta dei socialdemocratici negli ultimi giorni del marzo 1919 e realizzò un'unificazione dei due partiti operai, nell'illusione che di punto in bianco i riformisti avessero abbandonato il loro ruolo contrario agli interessi dei lavoratori...

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