Libri di Claudio Bazzocchi
Bibliografia di Claudio Bazzocchi: tutti i libri in vendita online Filosofia occidentale: dal 1600 al 1900
La «notte della conservazione». Antropologia hegeliana e riconoscimento Bazzocchi Claudio - Aracne, 2010 - Studi Di Filosofia Politica E Diritto
L'autore, nell'interpretare l'antropologia hegeliana, tenta di dare al concetto di riconoscimento maggiore spessore di quanto ne abbia attualmente nella teoria sociale. Analizza i luoghi salienti dell'antropologia hegeliana nelle pagine jenesi della Realphilosophie e in quelle sistematiche dell'Enciclopedia, avendo cura di sottolineare il nesso tra antropogenesi e riconoscimento e soffermandosi su alcuni temi proposti dalla riflessione hegeliana: l'uomo come animale malato, l'anima, la "notte della conservazione", l'abitudine e la memoria, la follia. Si trova quindi a muovere tra inconscio e repressione in Hegel. Per Bazzocchi, separare la riflessione antropologica da quella sul riconoscimento - come oggi avviene in prevalenza nella filosofia politica e sociale - ci priva della possibilità di andare a fondo nell'idea di libertà, di buona vita e di liberazione.
Riconoscimento, libertà e stato. Saggi sull'eticità hegeliana Bazzocchi Claudio - Edizioni Ets, 2012 - Filosofia
I saggi qui riuniti si confrontano con i temi della filosofia politica hegeliana dal riconoscimento all'eticità, dall'antropologia alla teoria dello Stato. Separare la riflessione antropologica da quella sul riconoscimento -come oggi avviene in prevalenza sulla scorta di Honneth e di Habermas - ci priva della possibilità di andare a fondo nell'idea di libertà, di buona vita e di liberazione. Per Hegel, riconoscimento ed eticità non hanno come risultato quello della creazione di uno sfondo condiviso - sorta di ethos democratico - in cui poter costruire il proprio progetto di vita e ottenere il proprio benessere psicosociale, grazie al riconoscimento reciproco delle diversità. L'eticità, infatti, non può che riferirsi a una sostanza, per quanto postmetafisica, dal momento che il riconoscimento è antropogenico e l'eticità è mediazione tra psiche e società.
Holderlin e la rivoluzione. Il socialismo oggi tra libertà e destino Bazzocchi Claudio - Edizioni Ets, 2011 - Philosophica
Come fare perché la rivoluzione non si tramuti in oppressione? Perché con la Rivoluzione francese trionfa la frammentazione borghese e il nuovo ordine capitalistico della divisione del lavoro? Per Hölderlin, la rivoluzione non deve essere solo abbattimento della tradizione, ma equilibrio tra innovazione e tradizione: elaborazione dello scarto tra libertà e destino e allo stesso tempo consapevolezza di quello scarto - che nessuna autonomia illuministica potrà rimuovere - per il quale ci sarà sempre bisogno di una risposta simbolica. Destino mortale e grande politica si tengono, oltre ogni vuoto moralismo repubblicano e titanismo violento. La grande politica non può che avere allora carattere mitico, poiché in essa è coinvolto un intero popolo che elabora collettivamente l'attraversamento del destino, senza rassegnarsi a esso e senza tentare scorciatoie violente. E non a caso il libro si conclude con una suggestione gramsciana. Per il pensatore sardo, si acquista coscienza della propria subalternità nel piano della sovrastruttura e, tramite l'ideologia, si costruiscono gli strumenti per conquistare l'autonomia dai dominanti. Alla fine del suo percorso da Hölderlin a Gramsci, per l'autore il socialismo si configura non solo come una teoria economica o politica per la giustizia sociale, ma anche e soprattutto come quell'ethos che tiene nella sfera pubblica la questione dell'essere, ampliando la comprensione dell'umano, anche nella dimensione privata del rapporto con se stessi.