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- 9788871832456 Il rifiuto della morte
Il rifiuto della morte Becker Ernest - Crisalide - Psicologia
Il rifiuto della morte di di Ernest Becker, vincitore del Premio Pulitzer per la saggistica nel 1974, affronta con lucidità e coraggio uno dei temi più profondi e inquietanti dell'esistenza umana: la paura della morte. Secondo Becker, gran parte della nostra vita individuale e collettiva è influenzata dal bisogno inconscio di negare la consapevolezza della propria mortalità. Attraverso un'analisi interdisciplinare che unisce psicologia, filosofia e antropologia, l'autore rivela come il desiderio umano di immortalità si esprima in diverse forme: nell'arte, nella religione, nell'eroismo quotidiano e nelle dinamiche sociali e politiche. Becker sostiene che questa negazione della morte sia alla radice di molti comportamenti autodistruttivi e violenti, ma anche fonte di creatività e progresso. Profondo e provocatorio, il libro analizza inoltre come i meccanismi psicologici della negazione possano influenzare negativamente le relazioni personali e collettive, generando conflitti e incomprensioni. Becker invita il lettore a una riflessione coraggiosa, che riconosca la mortalità come condizione fondamentale per vivere con maggiore autenticità, empatia e libertà. Attraverso riferimenti a figure come Carl Jung e altri importanti pensatori, Becker esplora come l'accettazione consapevole della morte possa portare a una vita più felice e significativa. La consapevolezza della mortalità, secondo l'autore, può trasformare la paura in una risorsa potente, capace di stimolare una vita piena di significato, coraggio e autentica connessione umana.
Il rifiuto della morte Becker Ernest - Pgreco, 2026
Becker provocatoriamente dice che bisogna avere il coraggio di "guardare in faccia la morte" senza nasconderla a noi stessi. La paura del momento finale spinge tutti a darsi da are per distrarsi dalla realtà e dalla inevitabilità del proprio destino. Il terrore della morte dunque ci condiziona e origina in noi una profonda angoscia che sta alla base di ciò che facciamo e di ciò che pensiamo. L'intera civiltà umana è sostanzialmente il risultato di progetti di immortalità. E chi non riesce a dare un senso alla propria vita, a sfuggire quell'immane tritacarne che è il progetto universale cade, secondo Becker, nell'alienazione, nella malattia mentale. Il suo suggerimento? Dobbiamo cercare di sentirci a nostro agio con la realtà della nostra condizione di finitudine, con il terrore primigenio e l'ansia sottesa che motivano tutte le ambizioni frivole della vita, e possiamo scegliere più liberamente i nostri valori, senza essere imprigionati dall'illogica ricerca dell'immortalità, emancipandoci dai pericoli delle visioni dogmatiche.