Libri di Attilio Belli
Bibliografia di Attilio Belli: tutti i libri in vendita online Napoli
Napoli. Cronaca di una implosione annunciata Belli Attilio - Guida, 2018 - Pagine D'autore
Sono molti i rischi che Napoli corre di essere trascinata verso una progressiva implosione, nell'incapacità di coinvolgere la sua area metropolitana in una prospettiva di sviluppo innovativo. I segnali che annunciano questo futuro sono raccolti nel testo in una molteplicità di esempi, accompagnati anche da alcuni suggerimenti per cercare di evitare questo esito.
Memory cache. Urbanistica e potere a Napoli Belli Attilio - Clean, 2016 - Urbanistica
È la testimonianza delle difficoltà che ostacolano a Napoli l'affermazione di un'urbanistica pienamente indipendente da altre competenze, ma soprattutto dal mondo politico. Come nella memoria artificiale (memory cache), il ricordo 'nascosto' dell'attività di formazione, d'insegnamento e di ricerca dell'autore, all'interno dell'Università, riemerge nell'intreccio sofferto con l'azione delle forze sociali e politiche nella città. Vengono ripresi innumerevoli episodi di governo del territorio disseminati lungo l'intera seconda metà del Novecento e dei primi anni del Duemila: il Centro Direzionale, il Centro storico e il Regno del Possibile, Neonapoli Monteruscello, il Piano regolatore, Bagnoli, Scampia, il Piano Territoriale Regionale, il Piano Strategico. All'interno di questo complessivo scenario il variegato rapporto sapere urbanistico-potere vissuto dall'autore acquista il senso più profondo. L'intero racconto è sospinto da un avvolgente soffio di autoironia. Accompagnano il testo le vignette satiriche sull'autore disegnate da Paolo Ceccarelli.
Non è così facile. Politiche urbane a Napoli a cavallo del secolo Belli Attilio - Franco Angeli, 2007 - Studi Urbani E Regionali
A Napoli le politiche urbane messe in campo negli anni '90 e nei primi anni del 2000 compongono un quadro molto variegato. Guardando alle interazioni tra attività di governance, mondi sociali degli attori urbani e "capacità istituzionale", sembra emergere un insufficiente adeguamento delle nuove forme di governo della città e del territorio. Che resta impacciato dalla "lentezza" del cambiamento delle tradizionali forme di government. Eppure, nelle città e nelle regioni urbane in competizione si rafforza sempre più l'esigenza di una capacità istituzionale in grado di sperimentare la costruzione di attori collettivi immersi in processi creativi di contrattazione. La capacità istituzionale - nella prospettiva con cui il libro guarda al governo di Napoli nel passaggio del secolo - non riguarda soltanto il coinvolgimento degli attori forti e l'intensificazione delle forze emergenti, ma anche la messa in gioco di aspetti decisivi dell'interazione sociale, quali le risorse cognitive, relazionali, fiduciarie e di co-operazione. Capacità istituzionale che, in questo senso allargato, è anche mobilitazione di conoscenze e di risorse relazionali per l'agire collettivo, è apertura alle competenze e alle intelligenze individuali emergenti dalla società locale. La narrazione di alcuni casi esemplari della realtà partenopea, volutamente selezionati da settori diversificati di politiche, porta a concludere che, sebbene nessuno, alla metà degli anni novanta, aveva pensato che tutto fosse "così facile".