Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Da Mao a Tao. Speravamo qualcosa di meglio Belli Attilio - Guaraldi, 2014 - Guaraldilab
Un Paese, l'Italia; una città, Napoli; una storia di passioni politiche e ideali tappezzata di frustrazioni e delusioni; una famiglia come tante, della buona borghesia, vagamente radical-chic. I lontani fuochi dell'ideologia non riescono a rischiarare il grigiore del quotidiano; e la rabbia che cova sotto la cenere non aiuta ad attraversare il guado verso un neoliberismo in salsa italiana. Genitori e figli intrecciano le loro storie, si interrogano sulle vicende di cronaca e interpretano il cambiamento in atto da punti di vista irrimediabilmente distanti. I loro discorsi e le loro vicende non sono che esili tracce di un male dell'anima prima ancora che di un travaglio sociale ancora in corso d'opera.
Fuoco ai quartieri spagnoli Belli Attilio - Tullio Pironti, 2010 - Narrativa Nuova
Uno studente napoletano, esponente di un gruppo sovversivo, si rifugia a Parigi ei primi anni Ottanta per non essere definitivamente trascinato nella lotta armata. Torna nella sua città dopo venticinque inni, ossessionato dal mito del fuoco come forza purificatrice, forse anche rigeneratrice. Riguardare Napoli dopo tanto tempo si rivela un esercizio doloroso: fatica a riconoscersi in una realtà profondamente in crisi, nei diseredati, suoi vecchi riferimenti, e inciampa in una serie di individui ben più determinati di lui - terroristi islamici, camorristi, costruttori senza scrupoli, ultrà, esponenti dei centri sociali, ragazze spregiudicate - che il fuoco lo vogliono sul serio. Nella città s'incrociano emozioni tristi e forme di violenza molto diverse tra loro e fuori controllo. Deve accettare amaramente che proporsi come badante della propria città, ricorrendo al fuoco, è molto più difficile che farlo con cura per un vecchio aristocratico, diversamente abile... Il fuoco che avanza gli sembra un fuoco senz'anima. E la distanza con il nuovo terrorismo dilagante gli appare incommensurabile. I libri finiscono per diventare l'unica salvezza, ma anche una prigione invalicabile.