Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al 1945
Libri di narrativa moderna e contemporanea successivi al secondo dopoguerra
Giudecca graffiti Benedetti Michele - Editoriale Programma, 2013
Venezia - Anni '70 - nell'isola della Giudecca un gruppetto di ragazzini si scontra per la prima volta con il problema dell'esodo veneziano verso la terraferma. Fra i loro giochi quotidiani e la freschezza delle loro età serpeggia la miseria, covano piccoli rancori e incombe la realtà della vita che ruba poco a poco la loro spensieratezza. Sullo sfondo le loro famiglie: madri stanche e sfiduciate, padri dalle mani callose e i sogni infranti, vicine pettegole, giuramenti e spergiuri, voli di farfalle e fogne rotte; le calli e i campielli della Giudecca di una lontana estate calda. In questo vivace quotidiano rincorrersi sboccia fra i protagonisti un forte sentimento di amicizia che supera i piccoli dissidi quotidiani, cancella le sottili ipocrisie, va oltre le reciproche forze e debolezze, e cerca in questo modo di scacciare via la paura dell'ignoto.
Una teoria dell'invisibilità Benedetti Michele - Sacco, 2012
Si aggiravano nella notte caliginosa rari pedoni brancolanti, sagome dai contorni diafani, individui solitari che camminavano con esitazione e innaturale lentezza nella loro peculiare direzione. La luna piena, che si nascondeva nel cielo dietro all'impenetrabile fitta bruma, illuminava quelle anime smarrite di una delicata velata fosforescenza. Michele Benedetti è nato a Venezia nel 1964. Oltre a "Una teoria dell'invisibilità" ha scritto il romanzo "Il ferragosto di Alvaro Sander" e la raccolta di racconti "Uomini guida per cani ciechi" entrambi di prossima pubblicazione. Vive e lavora a Venezia.
Una teoria dell'invisibilità Benedetti Michele - Sacco, 2012
Si aggiravano nella notte caliginosa rari pedoni brancolanti, sagome dai contorni diafani, individui solitari che camminavano con esitazione e innaturale lentezza nella loro peculiare direzione. La luna piena, che si nascondeva nel cielo dietro all'impenetrabile fitta bruma, illuminava quelle anime smarrite di una delicata velata fosforescenza.