Libri di Sergio Benvenuto
Bibliografia di Sergio Benvenuto: tutti i libri in vendita online Storia della filosofia occidentale
Il teatro di Oklahoma. Miti e illusioni della filosofia politica di oggi Benvenuto Sergio - Castelvecchi, 2021 - Le Navi
Nel finale del romanzo di Kafka "America" si immagina un mitico Teatro di Oklahoma che promette di assumere chiunque si presenti: Sergio Benvenuto lo interpreta come un'evocazione, in parte satirica, degli ideali politici universalisti del socialismo, e non solo. A partire da questa allegoria, prende avvio una critica serrata delle principali filosofie politiche di oggi: la sinistra marxista e socialdemocratica, il neoliberismo, i nazionalismi e sovranismi vari.
Wittgenstein. Lo stupore e il grido Benvenuto Sergio - Et Al., 2013 - Sillabario
Ludwig Wittgenstein in una lettura nuova e controcorrente. Benvenuto sottrae il pensatore viennese ai vari realismi alla moda e alle eterne sirene del neopositivismo. L'"altro" Wittgenstein di Benvenuto è a un tempo logico e mistico. E ciò che fa da sfondo alla sua riflessione non è il linguaggio, ma quanto si sottrae all'espressione linguistica. Per questo Benvenuto insiste sulle analisi che Wittgenstein dedica alle nostre esperienze etiche ed estetiche, all'intimità del dolore, della gioia, dell'angoscia, allo stupore metafisico. In esse c'è qualcosa di così privato da non essere neppure soggettivo. E questo lo "scandalo" che Benvenuto individua nella proposta di Wittgenstein: di ciò che giace al fondo di noi non c'è, forse, nulla di nostro.
Confini dell'interpretazione Freud, Feyerabend, Foucault Benvenuto Sergio - Ipoc, 2013
"Cercherò di mostrare in modo molto succinto in che senso io punto a un approccio che eviti la Scilla dell'ermeneutica, ma anche la Cariddi di un pensiero che si affidi totalmente, perdutamente, al metodo scientifico... Credo che ogni attività umana - scientifica, etica, estetica, religiosa, filosofica, amorosa - sia la ricaduta di una vocazione fondamentale, misteriosa, degli esseri umani per il Reale... In effetti in queste pagine contrappongo un'ermeneutica "classica", prosecuzione della fenomenologia - il filone Gadamer-Apel-Vattimo - a un'altra ermeneutica affine piuttosto al decostruzionismo. mi sono orientato - riprendendo la suggestione di Lacan sul Reale, come registro da distinguere da Immaginario e Simbolico - verso una forma di realismo che vedo alquanto lontano dal "nuovo realismo"... Un realismo che spiega post factum, après coup, la mia scelta delle tre F, e del modo in cui le propongo."