Libri di Cesare Bermani
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Pane, rose e libertà. Le canzoni che hanno fatto l'Italia: 150 anni di musica popolare, sociale e di protesta. Con 3 CD Audio Bermani Cesare - Rizzoli, 2011 - Senzafiltro
Chi non ha mai canticchiato "Bella ciao", "Mamma mia dammi cento lire", "Bandiera rossa", "Fischia il vento", ma anche "Contessa" di Paolo Pietrangeli o "La caccia alle streghe" di Alfredo Bandelli? Queste e molte altre canzoni le più belle della musica popolare italiana - sono state selezionate e raccolte in 3 cd da collezionare, ascoltare, ricantare. È un percorso unico e appassionante nella storia d'Italia, dal Risorgimento a oggi, al fianco di mondine, braccianti, contadine, partigiani, operai, carcerati, emigranti; gente del popolo di un'Italia lontana dal potere, colorita, vera e indimenticabile. Ad accompagnare la musica, un volume che racconta la storia nascosta dietro ogni brano: quella custodita nella memoria dei nostri padri e dei nostri nonni.
Una storia cantata. 1962-1997: trentacinque anni di attività del nuovo Canzoniere italiano Bermani Cesare - Jaca Book, 1997 - Antropo-Etno
Una storia cantata. 1962-1997: trentacinque anni di attività del nuovo Canzoniere italiano - Jaca Book
«Guerra guerra ai palazzi e alle chiese...» Saggi sul canto sociale Bermani Cesare - Odradek, 2003 - Collana Verde. Storia Orale
Dal 1958 il gruppo torinese di Cantacronache, sulla scia di una breve esperienza di Ernesto de Martino in Emilia nel 1951, compie le prime approfondite ricerche sui canti sociali italiani. Dal 1962 in poi il movimento di riscoperta del canto sociale eserciterà una profonda influenza su tutta quanta la cultura italiana, dalla musica leggera ai cantautori, dalla musica colta alla didattica musicale, dall'etnomusicologia alla storia. Sino ad allora ci si era domandati se davvero l'Italia moderna avesse avuto un canto sociale, oltre le voci ormai rese ufficiali dall'innodia risorgimentale, fascista, di partito e dalle poche canzoni partigiane generalmente conosciute. E i più ritenevano, fondando il giudizio su quanto era sott'occhio, che ben povero era il nostro repertorio di canti sociali, rispetto ad altri paesi, e che non valeva certo la pena di correre dietro a fantasmi per trovarsi in pugno, dopo un'inutile fatica, qualche misera strofa e qualche retorico inno in più. Le ricerche e le riflessioni di allora sul canto sociale hanno praticamente ribaltato quanto la cultura ufficiale aveva teorizzato in proposito; e oggi il nostro paese può contare su un invidiabile corpus di canto sociale in raccolte, in pubblicazioni a stampa e in dischi. In un momento di nuovo grande interesse per il canto sociale, questo volume ripropone i principali saggi di uno dei maggiori protagonisti di quella battaglia culturale.