Libri di Yari Bernasconi
Bibliografia di Yari Bernasconi: tutti i libri in vendita online Raccolte di poesia di singoli poeti
Cinque cartoline dal fronte e altra corrispondenza Bernasconi Yari - L'arcolaio, 2019 - Phi
Cinque cartoline dal fronte e altra corrispondenza - L'Arcolaio
La casa vuota Bernasconi Yari - Marcos Y Marcos, 2021 - Le Ali
«Un orizzonte di macerie e tuttavia di speranze, di polveri dietro le quali balugina la luce: è questo lo scenario principale della poesia di Yari Bernasconi, che con "La casa vuota" corona un percorso già importante e significativo iniziato più di dieci anni or sono. La sua ricerca poetica si muove da sempre sulla duplice polarità dell'esperienza concreta e dell'esplorazione di una geografia e storia europee segnate dalla guerra e dalle rovine; e la Casa vuota che intona questo libro contiene in sé entrambe le armoniche, in un susseguirsi di crolli, apparizioni fantasmatiche, memorie e abbandoni. Lo fa con un linguaggio scabro, accuratamente controllato e attento alle risonanze più interiori delle parole e dei suoni, che appaiono sotterraneamente, senza esibizioni, e che conferiscono a queste poesie una musicalità particolare, sommessa e franta. Si sente, sullo sfondo, la grande lezione di Giorgio Orelli (di cui Bernasconi è notevole studioso) e la frequentazione assidua della maggiore poesia novecentesca. "Quello che dà vita / alla vita: l'incerto, l'impuro, l'impossibile": due versi di Altra corrispondenza che sintetizzano molte cose, unendo la 'porosità' della materia con la necessità di quell'impossibile che si chiama speranza, forse utopia, e che spunta, ogni tanto, "sul bordo di una vecchia e sempre nuova / vertigine".» (Fabio Pusterla)
Nuovi giorni di polvere Bernasconi Yari - Casagrande, 2015 - Versanti
"Un verso di Fortini dà il titolo a una sezione della raccolta di uno dei più coinvolgenti poeti delle ultime generazioni, il ticinese Yari Bernasconi: Non è vero che saremo perdonati. Muovendosi attraverso un'Europa che si finge felice del suo egoismo, tra una macchina un treno un traghetto, un'irrequietezza muove il poeta, che non è solo dei poeti e che è forse di sempre, per chi rifiuta di sentirsi lontano dal vero, un vero che risiede nel dolore degli altri, nell'affanno violento della Storia e non nella distrazione del benessere. Sono 'in cammino e tormentati, / dialettici e bizzarri', diceva Auden nei lontani anni trenta del '900, 'goffi e testardi ma sempre selvatici', dice oggi Bernasconi, coloro che non accettano di vivere da bruti e avvertono il privilegio come colpa. Oggi non è ieri, diversi sono i ricatti, le difficoltà. Bernasconi affronta il presente con l'urgenza e il disagio di chi cerca la strada meno ingiusta, nel confronto con chi soffre e lotta e con chi si adatta o finge di farlo, con i morti, con una natura preservata o aggredita, con un bene ambiguo e un male che non riguarda solo gli altri, con un pensiero che deve mettersi alla prova, tra lusinghe, minacce, sfide, dandoci versi che sentiamo infine nostri e necessari." (Goffredo Fofi)