Libri di Richard Bernstein
Bibliografia di Richard Bernstein: tutti i libri in vendita online Filosofia occidentale: dal 1900
Omnia mutantur. La scoperta filosofica del pluralismo culturale Bernstein Richard J. Veca Salvatore Ricciardi Mario - Marsilio, 2014 - I Libri Di Reset
L'affollarsi nella vita quotidiana delle differenze culturali, religiose, etniche mette alla prova le nostre idee di tolleranza, convivenza tra eguali, cittadinanza e molto di più. E una sfida ai nostri standard liberali; è una sfida anche per la filosofia. Se tutto si trasforma, come nel verso di Ovidio, le difficoltà di fissare principi si moltiplicano e anche il "noi" cui ci affidavamo come "naturale" - la nostra identità, la nostra cultura - diventa instabile, assume confini variabili. La filosofia è costretta a reinventare il proprio mestiere, a rileggere il proprio passato con uno sguardo nuovo, a esporsi al rischio del relativismo radicale. Tre filosofi contemporanei ci guidano in un percorso che va dagli apripista pluralisti del pragmatismo americano alla rivelazione di Isaiah Berlin: non c'è un'unica risposta vera a tutte le giuste domande, i nostri valori e le nostre culture vivono nel tempo e nello spazio e non stanno tutti in un singolo mondo sociale. Ogni cultura è incompleta. Se i filosofi hanno finora cercato un punto di vista che somigliasse a quello di Dio, ora prenderemo atto, con William James, che forse a essere plurale è l'universo stesso? Prefazione di Giancarlo Bosetti.
Sul pragmatismo. L'eredità di Peirce, James e Dewey nel pensiero contemporaneo Bernstein Richard J. - Il Saggiatore, 2015 - La Cultura
Per alcuni il pragmatismo è soprattutto una scuola di pensiero peculiarmente statunitense. Eppure, moltissimi dei più fruttuosi contributi della filosofia occidentale contemporanea - su entrambe le sponde dell'Atlantico - non sono che sviluppi o variazioni sui temi cari a questa tradizione, che vede in Charles S. Peirce, William James e John Dewey i propri fondatori. Per dimostrarlo, Richard J. Bernstein non si limita a prendere in esame i classici del pragmatismo di fine Ottocento, ma dipana i variegati fili che da allora intrecciano il lungo cammino delle idee, fino agli anni più recenti. Emerge così tutta l'attualità di un modo di praticare la filosofia che fa del primato dell'esperienza, della comprensione del mondo sociale e delle politiche di costruzione attiva di un ordine realmente democratico la posta in gioco del pensiero. Il pragmatismo prende le mosse da una critica radicale del cartesianismo, e dunque dal rifiuto di ogni netta separazione tra mente e corpo, soggetto e oggetto, e di ogni illusoria "ricerca della certezza". Nega l'esistenza di una conoscenza "autentica" con fondamenta indubitabili, e che sia possibile mettere da parte tutti i pregiudizi grazie al dubbio metodico. Quella pragmatista è al contrario una concezione non-fondazionale e autocorrettiva della ricerca filosofica, che rinuncia a ogni astrattezza e si basa sulla comprensione del modo in cui gli esseri umani sono formati dalle pratiche sociali normative e contribuiscono a definirle.