Libri di Cur Berti
Bibliografia di Cur Berti: tutti i libri in vendita online Letteratura, storia e critica: letteratura antica, classica e medievale
Lo stile e l'uomo. Quattro epistole letterarie di Seneca (Sen, epist. 114; 40; 100; 84) Berti E. (Cur.) - Scuola Normale Superiore, 2018 - Testi E Commenti
Nella raccolta delle "Epistulae ad Lucilium" Seneca riflette a più riprese su questioni di natura letteraria: la corruzione dell'eloquenza, i caratteri dello stile filosofico, la funzione dell'imitazione. Lo sguardo filosofico con cui affronta tali tematiche gli consente di giungere a idee nuove e originali rispetto al contemporaneo dibattito retorico. Dietro il modo di parlare o di scrivere, e dietro lo stile, Seneca vede l'uomo: l'istanza etica e l'interesse prevalente per la dimensione morale e umana sono la marca peculiare del suo approccio alla questione dello stile. Attraverso lo studio e il commento puntuale delle quattro epistole più significative della raccolta - che trattano di questioni stilistiche e letterarie - il presente volume contribuisce alla definizione del pensiero di Seneca su questa importante materia.
Scholasticorum Studia. Seneca il Vecchio e la cultura retorica e letteraria della prima età imperiale Berti E. (Cur.) - Giardini, 2007 - Biblioteca Materiali Analisi Testi Clas.
Giunto a Roma dalla natale Cordova verso l'inizio dell'età augustea, Seneca il Vecchio sarà spinto dalla passione per la retorica a frequentare negli anni successivi tutti i principali retori e scuole di retorica della capitale, finché, quasi al termine della sua lunga vita, che abbraccia per intero i regni di Augusto e Tiberio, egli si dispone a raccogliere i ricordi di questa assidua frequentazione nell'opera Oratorum et rhetorum sententiae divisiones colores: un'opera che costituisce per noi il fondamentale strumento per la conoscenza e lo studio della retorica della prima età imperiale, con il suo prodotto più tipico, la declamazione. Fenomeno fra i più controversi della storia letteraria latina, spesso bersaglio di critiche e ironie feroci da parte degli osservatori contemporanei (ma anche dei moderni), la declamazione ricopre in realtà un ruolo di assoluta centralità nella cultura e nel dibattito culturale dell'epoca, fino a improntare di sé tutta quella particolare fase che segna il passaggio dall'età 'aurea' a quella 'argentea' della letteratura latina. Avvalendosi dunque della guida preziosa di Seneca, questo libro esplora i caratteri più notevoli e significativi del genere declamatorio, che rendono ragione del suo successo e della sua importanza.
La funzione Dante e i paradigmi della modernità Bertini Malgarini P. (Cur.) Merola N. (Cur.) Verbaro C. (Cur.) - Edizioni Ets, 2016 - Mod
"La funzione Dante e i paradigmi della modernità" (Atti del convegno omonimo, tenutosi a Roma dal 10 al 13 giugno 2014, nella sede della LUMSA, che lo ha promosso e organizzato d'intesa con la MOD) affronta un aspetto della fortuna dantesca di solito trascurato o almeno subordinato rispetto alla sterminata bibliografia critica. Invece degli studi che lo riguardano, in questo caso è stata valorizzata la presenza del Sommo Poeta, delle sue opere e dei suoi personaggi, nella narrativa, nella poesia e nelle espressioni artistiche più diverse, dal Settecento ai giorni nostri, senza trascurare la sua diffusione internazionale. Le relazioni principali hanno indagato l'imponente lascito della Commedia nel "vocabolario di base dell'italiano" (Tullio De Mauro), il tema del "dialogo del poeta con i defunti" (Stefano Carrai), il realismo dantesco come "categoria critica per la modernità letteraria" (Sandro Gentili), d'Annunzio e la "dantolatria fra Otto e Novecento" (Annamaria Andreoli), il "mito simbolista" di Matelda, tra Rossetti, Warburg e Pascoli (Marco Antonio Bazzocchi), e quello di "Odisseo, Ulisse, Nessuno" (Enrico Elli), la continuità "Funzione Dante / Funzione Gadda" secondo Contini (Clelia Martignoni), la presenza di "Dante in Ungaretti e in Montale" (Pietro Cataldi) e "L'ermetismo italiano sub specie Dantis" (Daniele Maria Pegorari).