Libri di Rachel Bespaloff
Bibliografia di Rachel Bespaloff: tutti i libri in vendita online Filosofia occidentale: dal 1600 al 1900
La verità che noi siamo Bespaloff Rachel - De Piante Editore, 2022 - I Solidi
La ragazza che a casa del "filosofo Lev Sestov, un Don Chisciotte dell'esplorazione metafi sica" è seduta sul divano, "immobile, ma con infinita grazia raccolta nella sua stessa immobilità" (così secondo Daniel Halévy, storico, amico di Charles Péguy e di Marcel Proust), si chiama Rachel Bespaloff , è nata in Bulgaria, ha studiato a Ginevra, si è trasferita a Parigi qualche anno prima, è il 1925. Gli incontri con Sestov risvegliano il genio filosofico della giovane donna, che osa opporsi a Edmund Husserl e legge, con particolare talento, Heidegger. "Audace architetto, Heidegger osa costruire il suo universo fondandolo sull'angoscia; ma Sestov, profeta e mistico, usa l'angoscia come dinamite per far saltare il mondo che abbiamo edificato", scrive a Benjamin Fondane, pensatore e poeta dai toni radicali, cruenti agli occhi di chi vuole conciliare necessità e ribellione, il ragionevole e il reprobo. Proprio il carteggio con Sestov e Fondane, ricco di vertigini filosofi che, ci permette di ricostruire le origini del pensiero della Bespaloff , intellettuale in lotta, alla ricerca vorace del vero, riconosciuta, insieme Simone Weil e Hannah Arendt, tra le figure ineluttabili del pensiero europeo. È il libro perfetto per chi ama i pensieri forti, non concilianti, e vuole scoprire la figura di una donna pensatrice sorprendente, indomabile.
La doppia appartenenza. Scritti su Israele, il sionismo e la diaspora Bespaloff Rachel - Castelvecchi, 2024 - Eliche
«Nessun ebreo, oggigiorno, può ignorare che in qualsiasi luogo, a qualsiasi ora, può capitargli il peggio». È il 1938 e Rachel Bespaloff ingaggia un'accesa controversia sulla questione ebraica con lo storico Daniel Halévy, per denunciare l'indifferenza di intellettuali, cristiani e nazioni europee rispetto alle empietà compiute dai nazisti. La vis polemica di questa straordinaria filosofa, che assume il tono sferzante di una profetessa biblica, si trasforma in occasione per una sottile riflessione sul destino del popolo ebraico. In esilio in America, Bespaloff torna su tali questioni in un saggio del 1943 in cui rivendica un nazionalismo non xenofobo: Israele è chiamata a incarnare una nazione che non si fondi sulla volontà di potenza e sull'ideologia delle identità muscolari. Saprà essere all'altezza di questa sfida?