Libri di Stefano Bevacqua
Bibliografia di Stefano Bevacqua: tutti i libri in vendita online Storia della filosofia occidentale
Il cerchio mai chiuso. Mente, cervello, corpo, ambiente: dalla relazione all'individualità Bevacqua Stefano - Mimesis, 2022 - Filosofie
La questione sembra quasi banale, ma trascina con sé innumerevoli interrogativi: come si costituisce l'individualità? Come accade che ogni essere umano sia radicalmente diverso dall'altro e in ogni istante sempre diverso da come era in passato e da come sarà in futuro? La proposta che si avanza in queste pagine è che l'individualità si costituisca nella relazione e che questa non sia un prevedibile gioco di cause ed effetti, ma un processo che pervade l'esistenza umana dal primo vagito all'ultimo respiro. Un processo che esclude tanto ogni dualismo tra mente e corpo, tra anima e materia, quanto ogni riduzionismo fisicalista, per cui saremmo solo una manciata di neuroni sempre prevedibile. Una proposta ardua, che troverà ben pochi appigli nella storia del pensiero che ci precede, ma che, forse, può scovare maggiore sostegno in quella parte delle neuroscienze che hanno saputo tenersi alla larga dalle scorciatoie del riduzionismo.
Ricordi e desiderio Bevacqua Stefano - Mimesis, 2018 - Filosofie
È possibile coniugare la riflessione filosofica, almeno quella che si interroga sull'uomo, e le neuroscienze, almeno quando ammettono l'irripetibile complessità del pensiero? È il tentativo portato avanti in queste pagine, seguendo un percorso che prende avvio da Leopardi e si snoda lungo gran parte del pensiero occidentale, facendo dialogare filosofia, antropologia, psicanalisi, neuropsicologia e neurofisiologia. La ricognizione è svolta partendo dal presupposto che il mondo delle neuroscienze e quello della filosofia possano mutualmente arricchirsi, a condizione di ammettere che l'anima di ogni individuo sia costituita dal suo vissuto di emozioni e memoria (come attualizzazione dei ricordi ricordati) e dal desiderio (come ricerca dell'alterità fondamentale), ma anche dal suo cervello, dai neuroni e dalle connessioni che lo compongono e che ne costituiscono l'infinita profondità.
Nell'equivoco. Indagine sulla necessità del terzo incomodo Bevacqua Stefano - Alboversorio, 2016 - Studi
Prosecuzione ideale di "Nel confine", pubblicato per i tipi di Alboversorio nel 2014, questo lavoro mira a individuare nel grande panorama del pensiero occidentale alcuni passaggi nei quali emerge con prepotenza la necessità di un elemento terzo che, paradossalmente, risulta ineludibile proprio per superare la contraddizione radicale che lo vorrebbe escludere. Il terzo, che si propone come necessario e quasi sempre incomodo, serve dunque a far funzionare il pensiero, a renderlo lineare ed efficace. Eppure, con l'eccezione assolutamente radicale di Eraclito e quelle parziali di Nietzsche e di altri autori più recenti, nessuno l'ha davvero cercato. Salvo utilizzarlo a piene mani. Capita a Platone, che deve inventare la chora per far funzionare il suo sistema e che poi dona un senso di terzietà anche ad Eros e alla Diade, ed anche ad Anassimandro; capita allo stesso Friedrich Nietzsche, che sfiora il senso di un mondo di "quanti in relazione tra loro", e perfino ad Heidegger, che deve scovare l'idea di frammezzo per garantire all'Essere (con la E maiuscola) di non fare la fine di una qualsiasi cosa d'ogni giorno; capita infine a Merlerau-Ponty, con la geniale intuizione della chair du monde, luogo terzo, chiasmatico, senza il quale nulla potrebbe istituirsi. Il terzo c'è, ed è sempre tanto equivoco quanto necessario ed incomodo.