Libri di Massimo Bianchi
Bibliografia di Massimo Bianchi: tutti i libri in vendita online Livorno
L'orgoglio della memoria. Viaggio nella Livorno liberomuratoria Bianchi Massimo - Tipheret, 2012 - Geburah
"Questo non è un libro di storia. Ha come unica ambizione quella di raccogliere una parte del contributo che i Massoni Livornesi hanno dato alle vicende di questa straordinaria e amata Città. Ogni giorno i livornesi passano da strade e piazze, vedono monumenti e lapidi, frequentano luoghi e istituzioni di cui spesso ignorano il significato. È stata dunque la volontà di trasmettere una presenza ininterrotta che inizia prima della metà del Settecento, che continua tra il 1821 e il 1859, e anche durante la dittatura fascista nel retrobottega di un locale pubblico dove vennero iniziati alcuni Fratelli, e ci furono Massoni esuli all'estero e esuli in Patria. La storia dunque siamo anche noi, con un contributo non certo esclusivo ma non secondo ad alcuno, che spesso viene omesso o dimenticato, ma di cui dobbiamo essere orgogliosi custodi."
Livorno «focolaio della Massoneria». Storia di una loggia madre Bianchi Massimo - Vittoria Iguazu Editora, 2019
Livorno «focolaio della Massoneria». Storia di una loggia madre - Vittoria Iguazu Editora
C'eravamo anche noi. Appunti sulla storia dei socialisti livornesi (1944-1994) e qualche curiosità Bianchi Massimo - Bonanno, 2015 - Storia E Politica
Questo non è un libro di storia. Ha l'unico scopo di ricordare il contributo dato dai socialisti livornesi alle vicende della loro città, quando appartenere ad un partito era una scelta di vita, una identità precisa, la speranza di partecipare alla costruzione di un mondo migliore. Molti degli avvenimenti e dei nomi ricordati non fanno più parte della memoria collettiva, un segno del grigiore dei tempi. Purtroppo la storia locale non viene trasmessa alle nuove generazioni, e pure dalla lettura delle vicende di un territorio potrebbero venire importanti indicazioni per il futuro. Nel libro si coglie la nostalgia e l'amarezza di una vita spesa in riunioni, congressi, campagne elettorali, ma anche l'orgoglio di una appartenenza che segnò il filo rosso dello sviluppo democratico del Paese.