Libri di Cur Bignardi
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Atelier Amalfi. Gli archetipi della gioia e dell'eleganza al tempo di Pietro Scoppetta. Catalogo della mostra pittorica e grafica. Ediz. illustrata Bignardi M. (Cur.) Porpora Anastasio A. (Cur.) - Centro Di Cultura E Storia Amalfitana, 2007 -
Nella cornice della cultura di fine Ottocento Amalfi e la sua Costa ritrovano una loro nuova proiezione nell'immaginario europeo o, meglio, divengono un motivo che riesce a riassumere ed esaltare quel concetto di passato e di antico perfettamente calato in una natura suggestiva ed incontaminata. È un'immagine che, rapidamente, si inserisce in quel vasto circuito di cui si nutre e fa la sua fortuna il turismo a cavallo dei due secoli: vedute e scorci vivificati da una gioia e da un'eleganza che tratteggiano un luogo della felicità proposto, quale suggestione, sia per la narrativa dei primi del nuovo secolo, sia per un itinerario "da farsi", restituendo la pulsione immaginativa dell'emozione o sollecitando il ricordo di essa, improntato dalla sensazione del déjà vu, di quella tendenza all'appropriazione, carattere specifico del turismo di massa. La mostra Atelier Amalfi. Gli archetipi della gioia e dell'eleganza al tempo di Pietro Scoppetta mira a ricostruire tale momento della storia amalfitana agli albori della modernità.
Lo chalet sulla spiaggia. Salerno, la sua marina e il porto nel racconto delle immagini. Ediz. illustrata Bignardi M. (Cur.) - Leggermente Fuori Fuoco, 2010
Lo chalet sulla spiaggia. Salerno, la sua marina e il porto nel racconto delle immagini. Ediz. illustrata - Leggermente Fuori Fuoco
Sancta Venera. Arte contemporanea e archeologia a Paestum Bignardi M. (Cur.) - Artem, 2016 - Archeologia
"La fabbrica Cirio si impianta in località Santa Venera nel 1907, portando alla luce i primi resti di un luogo sacro dedicato al culto di Afrodite, Venere per i Romani, caratterizzato da una straordinaria continuità nei secoli. Afrodite Urania, in quanto nata dal mare protegge i marinai durante i loro viaggi e presenta alcuni tratti che la accostano alla grande dea orientale Astarte, sotto la cui protezione navigavano i Fenici, e alla Venus Iovia dell'epoca lucana e repubblicano-imperiale. Sul santuario antico, dove sorgeva anche il borgo medievale e forse la chiesa di Santa Venera, si impianta la fabbrica: al toponimo secolare di Venere/Venera si aggiunge così Cirio, che ha probabilmente un'origine neo-greca e deriva da kyrios, signore. Sembra quasi un altro ritorno di Venere se accanto alla dea-santa troviamo adesso questo kyrios, titolo dato da Plutarco proprio all'accompagnatore di Afrodite-Venere. Per quanto può sembrare piccolo e innocuo, riesce a dominare uomini e dei grazie al potere dell'amore. Omnia vincit amor, come dicevano i Romani, l'amore vince su tutto." (Gabriel Zuchtriegel)