Libri di Francesco Bigotti
Bibliografia di Francesco Bigotti: tutti i libri in vendita online Cuneo
Arte organaria a Cuneo. Luoghi dello spirito polvere di suoni Bigotti Francesco - Nerosubianco, 2015 - Il Porto
Una chiesa: lo spazio ideale per trasformare il suono in memoria, per addolcire i passaggi musicali più impervi, per fondere, plasmare e nobilitare le cascate di note, per illuminare i vecchi registri d'organo di una luce calda, ambrata, sfumata dalle morbide tinte del Tempo. Una chiesa: un ambiente estremamente suggestivo, in cui spesso convivono volute architettoniche complesse, memorie più o meno leggibili di vecchi affreschi, arredamenti lignei che profumano di passato, e le cui pareti sono impregnate di echi, riflessi, voci e consonanze che è bello immaginare stratificati in un'impalpabile polvere di suoni. Una chiesa: il contesto più idoneo per ospitare una presenza pulsante e inescludibile: l'Organo, "soggetto vivente che cambia forma e stile di generazione in generazione", autentico "mistero strappato dall'uomo all'armonia del creato". Una chiesa... tante chiese... una città; ecco delinearsi un intrigante percorso tra navate e tribune, riverberi d'eco e note senza tempo, storiche volte e consunti fogli d'archivio, alla scoperta di un universo tanto interessante quanto ancora poco conosciuto ed esplorato: la storia, antica e affascinante, dell'arte organaria in Cuneo.
La vita musicale a Cuneo negli anni della Belle Époque Bigotti Francesco - Nerosubianco, 2018 - Il Porto
È un luogo comune, assodato e inamovibile: Cuneo città austera e severa, possente e paziente, dove non succede mai nulla... il grigio più opaco e deprimente, insomma. E invece no: queste pagine parlano di luci, di fiori, di profumi, di tappezzerie damascate, di rara eleganza, di colori preziosi e di eleganti toilettes. Parlano di vita e, soprattutto, parlano di note: presenze costanti che aleggiano per ogni dove e animano col loro soffio invisibile angoli e piazze, chiese e "salotti buoni" di questa incredibile città. Il tutto, poi, filtrato da quell'impalpabile atmosfera così piena di charme, così sfacciatamente e deliziosamente rétro di una Belle Époque forse provinciale, ma non per questo meno affascinante. Come in un vecchio film, dove affiorano e si riflettono - in un raffinato gioco di specchi - antichi muri segnati dal tempo e sfavillanti sale da ballo, austeri gentiluomini e civettuole 'totine', suoni di strada e struggenti melodie, echi e fragranze di note di un tempo che fu, conservati miracolosamente in vita nelle pagine saporose e colorite di un giornale quotidiano di allora...