Libri di Cur Bollati
Bibliografia di Cur Bollati: tutti i libri in vendita online LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Lettere e scritti editoriali. 1949-1980 Bollati Giulio Munari T. (Cur.) - Einaudi, 2024 - Fuori Collana
«La grandezza einaudiana deve certo tanto a tanti... ma dire Einaudi significa dire, per tanti versi, Giulio Bollati e il suo genio» (Claudio Magris). Fin dalle origini, l'Einaudi fu una casa editrice organizzata per collane: la loro coerenza e il loro intrecciarsi davano «il marchio dell'editore» assai più che il singolo libro. Ma fu Bollati a perseguire questa speciale armonia di un progetto editoriale nel quale ogni proposta «faceva sistema». Potremmo dire che, se nell'Einaudi degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta Calvino fu il fantasista, Bollati a tutti gli effetti di quella squadra fu il regista. E di collane ne inventò anche, prima fra tutte «Nuovo Politecnico» che, ispirata all'amato Carlo Cattaneo, sarebbe stata un modello per affrontare l'attualità politica con libri di grande spessore culturale e di lunga durata. Lo sguardo ampio emerge soprattutto dagli scritti editoriali qui raccolti: progetti, documenti interni, interventi pubblici. Viceversa nelle lettere e in alcuni pareri di lettura Bollati aguzza la vista con affondi su singoli libri, pubblicati o in fieri, dimostrando un'intelligenza critica acutissima. Così, nel corso di questo volume, si potranno incontrare questioni editoriali grandi e piccole, ma anche vere e proprie recensioni, ritratti di scrittori e studiosi, riflessioni sui propri filoni di ricerca (gli illuministi, Leopardi, Manzoni, il carattere nazionale degli italiani, la fotografia...) e anche qualche sfogo personale, inevitabile nella dialettica con l'altro Giulio, Einaudi. Un concentrato di intelligenza, eleganza e ironia che ha segnato un lungo e significativo periodo dell'editoria e della cultura italiana del dopoguerra.
I manoscritti della Biblioteca del Capitolo Metropolitano di Milano. Studi e ricerche Bollati M. (Cur.) - Viella, 2023 - Scritture E Libri Del Medioevo
La storia della Biblioteca del Capitolo Metropolitano di Milano, incrementata nel corso del XV secolo dai lasciti dell'arcivescovo Francesco Pizolpasso e di Francesco Filelfo, si intreccia con quella dei canonici di Santa Tecla, di Santa Maria Maggiore, dei canonici decumani e della Fabbrica del Duomo. Trasferita per iniziativa di Carlo Borromeo nel palazzo dei canonici attiguo all'arcivescovado, la biblioteca accoglie anche la ricca collezione del presule, ma già all'inizio del XVII secolo una parte del patrimonio librario capitolare, compresi i libri del Pizolpasso, è destinata da Federico Borromeo all'erigenda Biblioteca Ambrosiana che apre le sue porte nel 1609. Nonostante le dispersioni e le perdite, la biblioteca conserva un patrimonio librario di notevole interesse. I saggi raccolti in questo volume portano la firma di giovani studiosi e interessano alcuni dei manoscritti della Capitolare, codici inediti e altri ben noti agli studi, e offrono un primo contributo alla conoscenza del fondo librario della biblioteca milanese e della sua storia.