Libri di Yves Bonnefoy
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Il grande spazio Bonnefoy Yves - Moretti & Vitali, 2008 - Narrazioni Della Conoscenza
Il Louvre. Attraverso una prosa narrativa articolata in brevi annotazioni e minuti spostamenti psicologici, Yves Bonnefoy ci fa cogliere l'essenza di uno spazio che via via andrà configurandosi sotto i nostri occhi come un luogo dell'anima. In questo lavoro, Bonnefoy ci parla di alcune opere esposte nel museo del Louvre e dei loro autori - tra i quali, Delacroix, Poussin, Georges de la Tour, Vermeer -, affidandosi all'emozione poetica e alla sorpresa del sogno. Lungo un cammino che non ha percorso né traccia - mediante cenni minimi, leggerissime note, appena percettibili, ma determinanti per la meditazione e la memoria - la riflessione si precisa in un'esperienza interpretativa che nulla concede alle categorie conosciute. In queste annotazioni - nate, come indica lo stesso Bonnefoy, "sotto il segno dell'incompiuto, dell'abbozzo, dell'impossibile" - nulla fa pensare al superfluo e all'esornativo. Tale purezza ha il dono di farci vedere le opere in tutta la luminosità del loro senso, in tutta la loro bellezza, che balza su con la forza di una verità. Nel Louvre siamo in quella terra di nessuno che ha alle spalle una visione unitaria del reale e davanti una pluralità impensata di frammenti. Con Bonnefoy ci caliamo in un'atmosfera di ripetuta scoperta, nel flusso di un racconto che si dirama quasi da solo. Guardare equivale ad accelerare il corso delle riflessioni, ritrovare qualcosa che la polvere dei giorni non ha offeso, ma soltanto velato.
Osservazioni sul disegno. Il disegno e la voce Bonnefoy Yves - Pagine D'arte, 2010 - Sintomi
Più che di osservazioni sul disegno, come dice il titolo con estrema semplicità, si tratta di note poetiche sulla lingua essenziale del disegno. La scrittura sensibile di Yves Bonnefoy, condotta sul filo dell'emozione, tocca l'esperienza di Cézanne e Degas, si riferisce ai rami della scrittura di Hollan e cita l'affermazione di Giacometti secondo il quale "il disegno è tutto". "Nella parola, la poesia; e sotto la matita, il disegno" annota l'autore quando stabilisce l'identità del tratto, il segno della poesia e osserva che un quadro senza disegno è come una forma senza vita. La relazione fra la poesia e il disegno è all'origine della riflessione di Yves Bonnefoy secondo il quale la forza poetica della lingua del disegno fa apparire allo sguardo il senso profondo delle cose.