Libri di Gianni Borgna

Bibliografia di Gianni Borgna: tutti i libri in vendita online Politica e governo

Senza sinistra libro
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LIBRO   9788868269968

Senza sinistra Borgna Gianni   -  Castelvecchi, 2023  -  Vortici

Dalla svolta del 1989 ad oggi la storia della Sinistra è un rosario di occasioni mancate. «Tutto è banale, scontato, uguale a se stesso. Come se si volesse perdere volontariamente, per una strana e malata coazione a ripetere». Un saggio puntuale e dalle conclusioni amare quello di Gianni Borgna. Che rimanda indietro la pellicola di questi ultimi anni di storia italiana per cercare di dare una risposta alle anomalie e alla fragilità dei vari partiti nati dalla fine del Pci. I cui eredi sono passati in una manciata di lustri da Enrico Berlinguer a Matteo Renzi. Ma senza una bussola con cui orientarsi. La dissoluzione del Partito comunista, sostiene Borgna, avrebbe dovuto favorire «la creazione di una nuova formazione politica, non meno ma più di Sinistra, non meno ma più radicalmente riformatrice». Nei fatti, però, il partito, o meglio, i vari partiti nati da quella svolta (Pds, Ds, Pd), si sono caratterizzati in maniera molto diversa. Ci fu, insomma, un "grande sconquasso", ma non si vide neanche la copia sbiadita di una vera Bad Godesberg. Il Pd, che avrebbe dovuto essere la sintesi di storie diverse, è finito per diventare un assemblaggio mal riuscito, privo di «un vero, coerente, conseguente radicalismo riformatore». Senza nostalgie per il passato - anche se con aperto riconoscimento alle virtù politiche di Palmiro Togliatti, «il più grande leader della Sinistra italiana, l'unico ad avere la statura di un vero uomo di Stato» - Borgna si interrogava sull'attualità. Introduzione di Goffredo Bettini. Prefazione alla prima edizione di Giacomo Marramao.

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LIBRO   9788868261962

Senza sinistra. Il PD e le occasioni mancate Borgna Gianni   -  Castelvecchi, 2014  -  Rx

Dalla svolta del 1989 ad oggi la storia della Sinistra è un rosario di occasioni mancate. "Tutto è banale, scontato, uguale a se stesso. Come se si volesse perdere volontariamente, per una strana e malata coazione a ripetere". Un saggio puntuale e dalle conclusioni amare quello di Gianni Borgna. Che rimanda indietro la pellicola di questi ultimi 25 anni di storia italiana per cercare di dare una risposta alle anomalie e alla fragilità dei vari partiti nati dalla fine del Pci. I cui eredi, sono passati in una manciata di lustri da Enrico Berlinguer a Matteo Renzi. Ma senza una bussola con cui orientarsi. La dissoluzione del Partito comunista, sostiene l'autore, avrebbe dovuto favorire "la creazione di una nuova formazione politica, non meno ma più di Sinistra, non meno ma più radicalmente riformatrice". Nei fatti, però, il partito, o meglio, i vari partiti nati da quella svolta (Pds, Ds, Pd), si sono caratterizzati in maniera molto diversa. Ci fu, insomma, un "grande sconquasso", ma non si vide neanche la copia sbiadita di una vera Bad Godesberg. Il Pd, che avrebbe dovuto essere la sintesi di storie diverse, è finito per diventare un assemblaggio mal riuscito, privo di "un vero, coerente, conseguente radicalismo riformatore". Senza nostalgie per il passato - anche se con aperto un riconoscimento alle virtù politiche di Palmiro Togliatti, "il più grande leader della Sinistra italiana, l'unico ad avere la statura di un vero uomo di Stato" - Borgna si interroga sul presente...

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DETTAGLI
LIBRO   9788875272357

Una città aperta Borgna Gianni   -  Audino, 2013  -  La Buona Politica

Quindici anni di grandi trasformazioni culturali avvenute a Roma sotto la direzione di Gianni Borgna, assessore alla Cultura durante le giunte di Rutelli e Veltroni. Cos'era Roma prima del 1993, anno in cui si insediò la giunta Rutelli? Dopo le iniziative genialmente "effimere" di Renato Nicolini l'inventore dell'Estate romana, imitata da tutte le città italiane -, Roma, tornata alle giunte centriste e sprofondata nel commissariamento, era diventata una città amorfa incapace di promuovere cultura. La nuova giunta di centro-sinistra dà vita a strutture culturali necessarie e soprattutto permanenti. Dal progetto dell'Auditorium di Renzo Piano al sistema bibliotecario e museale alla creazione di spazi espositivi come le Scuderie del Quirinale, il MACRO, il nuovo Palazzo delle Esposizioni, il MAXXI. E poi i teatri di cintura nelle periferie, la Notte bianca, la Festa della Musica e quella del Cinema: Roma tornò a essere una città aperta al resto d'Europa e al mondo. Si parlò di "modello Roma" e di "new roman renaissance". Il racconto appassionato di questa lunga esperienza di governo dimostra come è possibile fare politica culturale in una grande città coinvolgendo tutti i cittadini e facendo del lavoro culturale un potente motore di sviluppo economico. Borgna nelle sue conclusioni prova poi a indicare dieci nuovi obiettivi da perseguire, per riprendere il cammino interrotto dopo la pausa della giunta di centro-destra di questi anni. Prefazione di Bertrand Delanoë.

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