Libri di Dario Borso
Bibliografia di Dario Borso: tutti i libri in vendita online LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Celan in Italia. Storia e critica di una ricezione Borso Dario - Prospero Editore, 2020 - Le Orbite
Nel 1964 Paul Celan (20.IV.1920 - 23.XI.1970), di cui quest'anno cadono il centenario della nascita e il cinquantenario della morte, dopo molte insistenze di Vittorio Sereni, allora direttore editoriale della Mondadori, stilò un elenco di sue poesie in vista di un'antologia italiana. Per una serie di vicissitudini, a volte comiche a volte tragiche ma sempre avvincenti, questa antologia non uscì mai. Sullo sfondo della ricezione complessiva di Celan in Italia, il libro ricostruisce la storia di questo non-libro del massimo poeta tedesco del secondo Novecento, che a coprotagonisti ebbe i migliori poeti italiani (oltre a Sereni, Andrea Zanzotto, Franco Fortini, Maria Luisa Spaziani, Nanni Balestrini) e i migliori germanisti (tra cui Giuseppe Bevilacqua e Ferruccio Masini). Le prove di traduzione vengono riportate tutte, e analizzate in un'Appendice comprendente l'originale tedesco.
Tre quadernetti indiani Borso Dario - Exòrma, 2019 - Scritti Traversi
È l'India di Shiva figlio del diluvio, dello sguardo di Parvati, di San Giorgio col drago e Zarathustra. È un'India di templi, tori ed elefanti in pietra, un'India di alberi e capre parlanti, di uomini del risciò giocatori di scacchi, di vecchi reduci da un Mental Hospital, di guardiani indu-comunisti del Kerala, di misteriose francesi. È l'India di Dario, che poi nella vita avrebbe fatto il filosofo, e di Pietro, che già allora era pittore.
Giovanni Comisso e Marcel Proust. Alla ricerca delle affinità elettive Borso Dario Bertini Mariolina Carlesso Giacomo - La Nave Di Teseo, 2023 - I Delfini
Dopo il black-out della Grande Guerra, il nome di Marcel Proust cominciò a circolare in Italia grazie all'assegnazione del premio Goncourt per il secondo volume della sua Recherche, ma bisognò attendere la morte dell'autore per leggere sulla carta stampata le prime prove di traduzione: precisamente tre fra il 1923 e il 1924, a nome nell'ordine di Corrado Alvaro, Renato Mucci e Giuseppe Sprovieri. L'anno dopo fu la volta di Giovanni Comisso, che il 9 settembre su "L'Eco del Piave" tradusse un brano dal quarto volume, non prima di aver avvertito il lettore, sulla terza pagina de "L'Idea nazionale", circa Il modo di leggere Proust. A differenza degli altri tre traduttori, Comisso rimase legatissimo alla Recherche, da cui tradusse all'inizio del 1927 per "La fiera letteraria" Il periodo più lungo di Proust, traendovi linfa e metodo per la sua prosa, che andava orientandosi verso il romanzo dopo l'exploit lirico de Il porto dell'amore, l'opera prima stampata in proprio nel 1924 e scoperta nel 1926 da Montale, il quale ne consigliò la traduzione al proustiano di ferro Benjamin Crémieux. Con passione, entusiasmo e dedizione, tre tra i più importanti e attivi studiosi della produzione dei due maestri letterari ci portano in un viaggio suggestivo e affascinante per approfondire le modalità di ricezione in Italia dell'opera di Proust, accompagnandoci a comprendere il ruolo di Comisso nella diffusione dell'opera del maestro francese, nonché il valore dei suoi scritti nella formazione dell'autore trevigiano, in una panoramica completa e approfondita grazie anche ai brillanti testi d'autore a corredo del saggio.