Libri di Michele Brambilla

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L'Eskimo in redazione. Quando le Brigate Rosse erano «Sedicenti» libro
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LIBRO   9788881554959

L'Eskimo in redazione. Quando le Brigate Rosse erano «Sedicenti» Brambilla Michele   -  Ares, 2010  -  Sagitta

Se si leggono le ricostruzioni che storici e giornalisti fanno degli anni di piombo, sembra che i brigatisti rossi e i loro stretti parenti siano sempre stati considerati dei folli, isolati da tutto il resto del Paese. Sembra che il progetto di una società comunista, da realizzare attraverso una rivoluzione, sia stata una pazza idea nelle menti di pochi. Ma non andò così. Per una decina d'anni, diciamo dal 1968 in poi, l'estremismo di sinistra poté godere della benevolenza, del consenso, e a volte della complicità della maggior parte dei giornali e del mondo della cultura ufficiale. Ci volle il cadavere di Moro fatto trovare a metà strada fra le sedi della Dc e del Pci per interrompere una mistificazione che i mass media conducevano dal tempo della scoperta dei primi covi delle Brigate Rosse. Per dieci anni gli italiani furono ingannati dai nove decimi della stampa nazionale, che chiamò "sedicenti" le Brigate Rosse e nascose e negò qualsiasi episodio di violenza e di estrema sinistra. Perché accadde tutto questo? Molti giornalisti agirono per fede politica. Ma molti altri, più semplicemente, si accodarono seguendo il vento, che in quel momento sembrava portare a un immancabile trionfo del marxismo. Così, legioni di cronisti "borghesi" si misero l'eskimo, confermando una vecchia battuta di Leo Longanesi, e cioè che lo stemma al centro della bandiera italiana dovrebbe essere la scritta: "Ho famiglia".

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LIBRO   9788804586005

Coraggio, il meglio è passato. Viaggio nel nuovo conformismo italiano Brambilla Michele   -  Mondadori, 2009  -  Frecce

In pochi decenni è stata spazzata via una tradizione ultramillenaria che regolava il nostro modo di essere in famiglia, a scuola, sul lavoro, nel tempo libero. Tutto è stato stravolto con l'idea che tutto sarebbe migliorato. E noi sembriamo colpiti da una singolare malattia: la convinzione di essere la generazione più intelligente nella storia dell'umanità. Ci crediamo più evoluti in ogni campo, non solo nelle scienze e nella tecnica, ma anche nella cultura, nella convivenza civile, perfino nel comune senso della morale. Ma è davvero così? Michele Brambilla ha compiuto un viaggio, da cronista, nel "come siamo" del paese reale, trovando un'Italia molto diversa rispetto anche solo a qualche anno fa: "Ho fatto un giro a zigzag per cercare che cosa è rimasto degli usi e costumi della mia infanzia e giovinezza. Ho trovato ben poco, qualcosina dimenticata qua e là, in qualche angolino. Il mondo attuale si sente più forte, più intelligente e più colto. Ho cercato di metterlo un po' a nudo, alla berlina; e di mostrarne le incongruenze, le ipocrisie, i nuovi conformismi". Un tempo, ad esempio, la famiglia era il fulcro di tutto, si preferiva essere separati in casa piuttosto che romperla; oggi se non è "allargata" non merita neppure una fiction tv. I figli avevano sempre torto; oggi se vengono bocciati si ricorre al Tar. Il Natale era sacro anche per i non credenti; oggi pure i credenti evitano di festeggiarlo per non offendere i fedeli di altre religioni.

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