Libri di Giovanni Brizzi
Bibliografia di Giovanni Brizzi: tutti i libri in vendita online Storia: specifici eventi e argomenti
La terra del tramonto. L'Occidente, i suoi dèi e i suoi demoni Brizzi Giovanni - Solferino, 2026 - Saggi
Che cos'è l'Occidente? Una realtà geografica, una costruzione astratta, una sorta di illusione ottica? È l'invenzione di alcuni popoli che hanno tentato di definirsi e, nel tempo, di imporre su altri la propria sovranità, oppure traduce aspirazioni e valori autentici? Questo viaggio parte da un concetto, l'umanesimo - cardine dell'identità occidentale -, per portarci nel cuore della nostra cultura condivisa, da Alessandro Magno ad Annibale e dal mito di Eracle alla predicazione di san Paolo. Entriamo nella tensione tra umano e divino, tra fede e ragione, che percorre la nostra storia. Indaghiamo concetti centrali nell'antichità romana, come virtus, honos e fides, su cui si fondano la vita pubblica e la possibilità stessa di una convivenza. Seguiamo la costruzione della civitas, l'intuizione di un mondo tenuto insieme non solo dalla forza, ma da un diritto condiviso che nasce dalla comune umanità e che dà forza alla res publica. Misuriamo il peso delle religioni e delle autocrazie. Vediamo come la guerra ribalti gli schemi e possa dissolvere conquiste di secoli. Giovanni Brizzi ci guida fino alle radici del nostro modo di pensare, di immaginare il patto sociale, di essere cittadini. Comprendiamo, così, come ciò che accadeva duemila anni fa sia specchio e misura di ciò che accade oggi. Perché la riflessione su cosa siano i valori occidentali, su cosa ne resti e chi ne sia il custode, è una chiave per decifrare la società in cui viviamo e il modo in cui scegliamo di viverci.
La cuciniera moderna. Opera gastronomica Brizzi Giovanni Lippi Carlo - Trabant, 2026 - Trafile
Siamo a circa metà del XIX secolo quando la tipografia Guido Mucci di Siena dà alle stampe "La cuciniera moderna". L'opera è attribuita dall'editore a tale Giovanni Brizzi e nelle intenzioni è un prontuario di cucina destinato anche alla gente comune e alla tavola dei ceti medi. Il risultato è uno spaccato della gastronomia nostrana dell'epoca, che risente di molti influssi francesi e non è ancora la cucina italiana che conosciamo, ma inizia già a presentare gli embrioni di tante ricette che cento anni più tardi sarebbero state considerate dei capisaldi della nostra arte culinaria.